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Sanità: si avvicinano tempi bui

Beatrice Lorenzin è stata confermata alla guida del Ministero della Salute anche dal nuovo Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. La nuova squadra di Governo mostra pochissime novità rispetto a quella che era stata scelta dal premier uscente Matteo Renzi.

Come tutti i Presidenti del Consiglio che lo hanno preceduto, anche l’on. Gentiloni nel discorso programmatico davanti alla Camera dei Deputati si è ben guardato dal parlare di sanità.

Lo sottolinea all’indomani del primo discorso ufficiale del nuovo premier incaricato una nota di ANAAO Assomed  che evidenzia come

niente è cambiato. Nemmeno il gattopardo è più di moda.

Come tutti i Presidenti del Consiglio che lo hanno preceduto, anche l’on. Gentiloni nel discorso programmatico davanti alla Camera dei Deputati si è ben guardato dal parlare di sanità. Anzi dal pronunciare la stessa parola, come fosse maledetta. Altro che far tesoro degli errori!!! La coazione a ripetere che colpisce i governanti non risparmia né rottamati ne rottamatori.

La sanità, e quindi la salute dei cittadini italiani e il lavoro dei medici, è fuori programma, fuori cultura, fuori agenda dei Governi. Non si capisce nemmeno a cosa gli serva un Ministro della Salute che, per la verità, di questa presenza-assenza nemmeno pare dolersi.

Non è un buon inizio né una buona ripartenza. È la rimozione delle diseguaglianze che legano il diritto alla salute a residenza e reddito, in una corsa al precipizio del suo svuotamento ed all’attacco a contratto di lavoro e sindacato, espulsi anche dal linguaggio. Come meravigliarsi se, come diceva Einstein, facendo le stesse cose si raccoglieranno gli stessi risultati?

Non c’è da stare allegri se vince una linea di continuità così avara nei confronti dei medici, dei cittadini, della sanità pubblica, condannata all’inefficientamento per favorire uno non più strisciante viraggio verso la privatizzazione di un bene comune come la salute, anche svalorizzando il lavoro dei medici e dei dirigenti sanitari dipendenti del SSN.

Diminuisce il perimetro della tutela pubblica e aumenta la spesa a carico dei cittadini in una situazione di crisi economica che non accenna a finire. Undici milioni di cittadini si negano l’accesso alle cure per difficoltà economiche e il Sud risana, almeno parzialmente, i conti semplicemente negando le cure e abusando dei contratti di lavoro atipici, troppo vicini allo sfruttamento dei giovani.

Non c’è verso di sentire la parola salute nelle aule parlamentari. Se non augurarsi un’epidemia di raffreddore o di allergici che costringa a rispondere, se non altro per buona educazione, ad una salve di sternuti con la fatidica parola: salute.

Fanno bene i partiti a dire che non hanno paura del voto prossimo venturo. Ma qualcuno farebbe meglio ad averne dei risultati.

Ricordiamo che ANAAO Assomed manifestò altrettanta opposizione in merito alla questione delle sbandierate sanzioni contro i medici che, in “Scienza e Coscienza“, consigliano ai propri pazienti di evitare la somministrazione di inutili vaccinazioni che, in quanto “farmaci“, potrebbero cagionare un danno permanente alla salute del ricevente.

Nella fattispecie, in data 16 ottobre 2015, Costantino Troise, Segretario dell’ANAOO,  dichiarò che:

L’ipotesi di sanzioni ai medici che sconsigliano i vaccini è folle, ridicola, a questo punto sanzionassero i medici perché esistono. […] In un mondo in cui il Ministro della Salute scrive la prefazione a un libro sulle medicine alternative, e fior di politici propongono di rendere facoltativi tutti i vaccini, prendersela con i medici non ha senso. Serve una cultura della vaccinazione, certo, ma non i processi. E poi cosa facciamo, diamo retta a una mamma che ‘denuncia’ il medico, sentiamo anche il medico, insomma facciamo un processo a tutti gli effetti?

E allora chi li processa i politici che sui vaccini hanno fatto danni enormi?

Per parafrasare una famosa frase: la sanità è una cosa troppo seria per farla fare ai politici. 

Solo in questo “Paese delle burlette” una squadra di Governo che esce letteralmente asfaltata dalla volontà popolare viene integralmente riconfermata.

Ancora una volta, in modo spudorato, i politici affezionati alla poltrona hanno dato prova della loro completa incapacità, della loro incoerenza istituzionale e della loro assoluta mancanza di rispetto nei confronti dell’elettorato. E, francamente, siamo rimasti allibiti quando abbiamo ascoltato il dimissionario Matteo Renzi aggrapparsi ad una lunga lista di ricordi dell’operato del suo Governo in cui è stato fatto riferimento alla Legge (inutile) per l’Autismo.

E’ quindi cosa giusta ricordare al nuovo Governo che si insedia, e al Ministro della Salute che si re-insedia, che la crisi della Sanità pubblica, e la questione di tutti i professionisti al suo interno, rappresenta una delle emergenze cui far fronte in tempi ravvicinati. Perché costituisce tanta parte della crisi sociale che gonfia la rabbia elettorale, se è vero come è vero che 11 milioni di cittadini si vedono costretti a rinunciare alle cure e che la crescita delle diseguaglianze rende metà Paese simile all’Est Europa.

La maggior parte di coloro che volevano stravolgere la Costituzione Repubblicana, i contenuti della Riforma Sanitaria, e lo sviluppo del Servizio Sanitario Nazionale, sono ancora al loro posto e in alcuni casi hanno ricevuto una generosa promozione.

Chi voleva stravolgere la Costituzione Repubblicana, i contenuti della Riforma Sanitaria, lo sviluppo del Servizio Sanitario Nazionale, non può fare di nuovo il Ministro della Salute.

E’ davvero incredibile quello che sta avvenendo a Roma. Mala tempora currunt.

 

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1 Commento su Sanità: si avvicinano tempi bui

  1. Pienamente d’accordo, che la sanità non deve stare in mano alla politica, ma deve esserne controllata, perché i danni più grandi derivano dalla dipendenza da potere e profitto delle multinazionali, che irrompono nella politica, e quindi nella sanità, il punto secondo me, è che chi corrompe deve essere tagliato fuori, ancora di più del corrotto, che da parte sua potrebbe aver ricevuto minacce, e se debole di testa persino il lavaggio del cervello.

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