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ORAC, il frontman dell’industria dei vaccini incappa in una pessima figura

A pochi giorni dalla pubblicazione dei risultati delle ricerche della Nanodiagnostics di Modena, in merito agl’inquinanti nelle fiale vaccinali, ecco che si muove l’ape regina dei troll dell’industria farmaceutica: pseudonimo ORAC, alias David H. Gorski, chirurgo oncologo americano, alle dipendenze di Sanofi e Merck, è il leader squilibrato di un gruppo di avversione on-line che si fa chiamare “scettico“. Una specie di Klu Klux Klan della Medicina.

Gorski è solo uno dei diversi co-cospiratori che si impegnano in una sorta di racket on-line, inganni d’identità, e presunti crimini informatici, per commettere frode scientifica e distruggere i nemici mirati dell’industria farmaceutica nel campo del business della salute. In sostanza è un Opinion Leader,

Gorski non è solamente il frontman dell’industria dei vaccini: è il frontman di Merck e Sanofi, è il padre di alcuni farmaci per la SLA [vedere Riluzolo], è il primo della lista a condurre le fila di un enorme gruppo impegnato a oscurare la correlazione tra vaccini e sindromi autistiche, è il primo a promuovere l’uso del mercurio nei vaccini ed è lui il primo a fuorviare le persone che non hanno le basi tecniche e scientifiche per confutare le sue dichiarazioni a favore di un livellamento verso una medicina basata sulla chimica anziché sulle evidenze.

Dal 2004, il titolo del suo blog è “Respectful Insolence” ovvero un ossimoro che significa “mostrare rispetto per le persone che non mostrano rispetto per le persone“, e questo è in linea con il modo in cui tratta i genitori di bambini danneggiati da vaccino, gli adulti che hanno vissuto tutta la loro vita con disturbo dello spettro autistico, disturbi del sistema nervoso centrale, disturbi del sistema immunitario, disturbi della comunicazione, e disfunzioni cerebrali indotti dalle vaccinazioni.

Identica sorte non è risparmiata a tutti coloro che mettono in luce le fallanze vaccinali e, come in questo caso, le porcherie contenute nelle fiale.

Questo atteggiamento fa parte dell’atteggiamento di trolling messo in atto da questo oncologo, ben attivo sul fronte kankropoli, che per sua stessa ammissione «non ha alcuna competenza in nanopatologie e microscopia». Tuttavia, questa sua pesante lacuna non gli ha impedito di divulgare un pistolotto buono per fuorviare coloro che non hanno le basi per comprendere la delicata questione in discussione.

Chi ha tempo da perdere e conosce l’inglese legga questo concentrato di fesserie
http://scienceblogs.com/insolence/2017/02/02/antivaccinationists-try-to-show-vaccines-are-dirty-but-really-show-that-they-are-amazingly-free-from-contamination/

La risposta del Dott. Stefano Montanari

Non si è fatta attendere la risposta del Dott. Stefano Montanari, che potete leggere nella sua versione integrale sul suo sito web, nel post dal titolo “Sono troppo forti per me“, di cui riportiamo alcuni punti salienti per dovere di cronaca:

  1. Nella sua ingenua estraneità all’argomento, l’autore del pastrocchio esordisce male, mostrando non solo di non avere idea di ciò che è effettivamente dichiarato essere presente nei vaccini ma ignorando addirittura uno dei principi di base della tossicologia classica: i vari inquinanti (che l’autore si affretta a definire “harmless”, cioè innocui) esercitano un’azione reciprocamente sinergica.
  2. Il personaggio non poteva esimersi dal palesare la sua totale estraneità non solo al metodo scientifico, ma a quello della normale lealtà che vale in ogni varietà dell’esistenza. Il giornale che rende pubblici risultati che, peraltro, noi denunciamo vanamente da anni, non è di suo gradimento.
  3. Non ancora soddisfatto della figura barbina fin qui collezionata, l’ineffabile Orac si scatena nella sua critica di una fotografia del nostro articolo dove mostriamo dei cristalli di cloruro di sodio e  fosfato di alluminio nel Gardasil.
  4. Appena dopo, ecco la confessione: Orac non  sa niente di microscopia, ma sa che i campioni vanno visti sotto vuoto. Se l’“esperto” avesse idea del tipo di microscopio che usiamo, dato, peraltro, riportato nell’articolo, non farebbe un tonfo così comico.
  5. Tutto questo non gli basta e riprende la tesi della “quantità omeopatica” pastrocchiando con concetti di chimica con cui, evidentemente, non ha familiarità ma che, senza dubbio, impressionano il lettore cui quello si rivolge.
  6. Anche l’acqua del rubinetto potrebbe contenere porcherie e non risulta che, iniettandosi acqua del rubinetto, cosa che evidentemente rientra nelle abitudini di Orac, si accusi qualche disturbo.
  7. E se gl’inquinanti venissero dall’ago usato per trasferire il vaccino al microscopio? Già: e se fosse così? Il fatto è che l’ago usato è quello della siringa in cui il vaccino è contenuto.
  8. E se fosse la matrice di cellulosa su cui transita il campione ad essere sporca? Peccato che, comunque, noi, come ovvia prassi, controlliamo regolarmente tutti i passaggi compreso il supporto di carbone su cui depositiamo il campione senza averci mai trovato inquinanti. Quarant’anni abbondanti di pratica ci hanno comunque insegnato i rudimenti del mestiere.
  9. Qui Orac ci rivela finalmente con un “lei non sa chi sono io” di essere un grande esperto e ci dice che lui stesso usa i filtri di cellulosa e che a suo parere quelli raccattano ogni porcheria. Beh, noi non usiamo filtri che se ne sono stati all’aria.
  10. E alla fine c’è la sorpresa. Dopo aver perso la pazienza e, da esperto del settore specifico, averci classificati tra gl’idioti, ecco che Orac trae le conclusioni “scientifiche”: le porcherie che noi abbiamo trovato dimostrano che le industrie lavorano benissimo. Sì: avete letto bene.

Quando non si conosce la materia è assai facile fuorviare le persone snocciolando dati e concetti con tono da pseudo-espertoni, pur affermando un mucchio di fesserie.

Non conoscere l’argomento è caratteristica condivisa e, anzi, apprezzata da tutti gli “esperti”. Meno si sa, meno interferenze e meno dubbi fastidiosi ci sono. La storiella delle particelle in quantità “omeopatiche“, poi, è uno splendido esempio d’ignoranza.

Se questi buffi personaggi [gioiellieri, ragioniere, e baroni universitari inclusi] avessero anche solo le conoscenze basilari della nanopatologia e non fossero rimasti, nella migliore delle ipotesi, all’alchimista Paracelso, si asterrebbero dal mostrare la loro oscena nudità.

Tra l’altro, David Gorski lavora presso il Karmanos Cancer Center finito recentemente agli onori della cronaca per uno dei più grandi scandali sanitari di tutti i tempi: omicidi sanitari sistematici in nome del profitto.

Infatti, nel 2015, uno dei più stretti collaboratori di Gorski, il Dr. Farid Fata, è stato condannato a 45 anni di galera per aver certitificato false diagnosi di cancro nell’arco temporale di nove anni, aver commesso frode a danno del sistema sanitario, e aver somministrato trattamenti chemioterapici pericolosi a “pazienti sani” anche durante i loro ultimi giorni di vita.
Il nominativo di David Gorski figurava agli atti dell’indagine FBI scaturita a seguito della denuncia depositata al procuratore generale del Michigan contro il Karmanos Cancer Center.

Insomma, dopo aver letto il parto pseudo-scientifico ed essersi informati sul personaggio tutt’altro che cristallino, se Orac, che di tranelli ne allestisce a iosa per poi caderci a capofitto, voleva rendersi ridicolo, ha certamente raggiunto brillantemente il massimo del suo scopo.

Riproduzione riservata ©

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1 Commento su ORAC, il frontman dell’industria dei vaccini incappa in una pessima figura

  1. giulicami // 5 febbraio 2017 alle 20:26 //

    Grazie per la costante e scientifica informativa.

    A Genova (città dove vivo) ho avuto il piacere di conoscere personalmente il Dott. Stefano Montanari per la tematica dei rifiuti che seguo da oltre 20 anni con un gruppo di persone assolutamente idealiste ed apolitiche.

    Vorrei ricordare (ma suppongo lo sappiate già) che la SANOFI è l’attuale distributrice Europea del Gardenale, farmaco antiepilettico.

    La NOVARTIS è stata coinvolta nella 2a fase della Terapia DI BELLA (quella che ha “stranamente” apportato qualche variante alla formula con la complicità di qualcuno, in modo da ottenere una maggiore distribuzione dei farmaci sul mercato, fino a quel momento difficilmente reperibili: farmaci sempre rigorosamente a cifre altissime (per la serie quattro iniezioni 1.300.000.=). Non ne sono certa, ma temo che anche la SANOFI abbia giocato il suo ruolo.

    Grata per la cortese attenzione e speranzosa in una risposta

    Giuliana Li Vigni

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