Advertisements

Vaccini “fantasma”: la Procura di Trieste indaga per falso e truffa

Nei giorni scorsi più di una persona anziana ha ricevuto un’insolita telefonata dalla Polizia di Stato per sentirsi comunicare l’invito a recarsi in questura per “accertamenti sui vaccini antinfluenzali”.

Tutte queste telefonate potevano sembrare una delle solite truffe, di quelle architettate per far allontanare la gente anziana da casa con una scusa qualunque, approfittare della loro assenza e introdursi nell’abitazione per rubare. Uno dei tanti modus operandi dei ladri d’appartamento.

E invece no, nessun imbroglio. La telefonata partiva effettivamente dall’ufficio di un agente di Polizia giudiziara perché, come è stato chiarito dalla stessa Questura, c’è un’indagine in corso. E proprio sui vaccini antinfluenzali. Ma perché?

Perché la Procura ha aperto un’indagine a carico di un gruppo di medici di famiglia triestini per l’ipotesi di reato di falso e truffa nei confronti della pubblica amministrazione.

L’elenco dei pazienti che i medici hanno vaccinato lo scorso inverno contro l’influenza, contenuto nei database dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata risulta infatti sbagliato. I conti non tornano.

La Procura parla chiaramente di un possibile danno economico per l’Azienda Sanitaria derivante da «incongruità», questo il termine usato. Ma in cosa consistono queste incongruità?

Orbene, il Dipartimento di prevenzione ha rilevato delle difformità tra i numeri delle persone vaccinate dai medici, riportati nei registri dell’Azienda Sanitaria, e le dichiarazioni rese dai singoli cittadini. I quali, interrogati dalla Polizia, avrebbero sostenuto il contrario, cioè di non essersi sottoposti ad alcunché.

Numeri gonfiati ad arte per intascare gli incentivi economici che spettano ai dottori per ogni iniezione? Oppure semplici errori? Il dubbio è forte. Ed è così grande da smuovere un Procuratore della Repubblica, un PM e un’intera Questura. Andrà quindi accertato il fattaccio.

Queste incongruenze vanno vagliate e verificate perché si potrebbe prefigurare una truffa ai danni della pubblica amministrazione e il reato di falso, visto che il Sistema Sanitario Nazionale prevede per i medici dei “bonus” da 10 a 50 euro lordi per ciascuna vaccinazione.

Di norma, ogni medico dell’ASL prende questa cifra, in modo del tutto legale, per ogni vaccinazione praticata.

Ci sono medici con una media di 2500 pazienti, di cui la metà o un terzo oltre i 65 anni. Fate voi il conto. Se anziani di buona salute non si ammalano mai, è ovvio che non fanno più il vaccino. Ma in questi tempi di vacche magre, a quanto pare, qualcuno ha pensato bene di utilizzare impropriamente i nomi dei propri assistiti per intascare ugualmente il bonus vaccinazione.

Ecco quindi che il giallo triestino dell’inchiesta sui vaccini, rimasto per tre giorni privo di chiarimenti, inizia a mostrare qualche contorno più preciso, e siamo certi che da stasera a qualcuno andrà indigesta la colomba pasquale.

 

Riproduzione riservata ©

Advertisements

News in Pictures

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: