AUTISMO: Tribunale di Teramo stabilisce “diritto” alle cure

Il Giudice Stefania Cannavale del Tribunale di Teramo ha accolto il ricorso urgente presentato dall’Associazione Autismo Abruzzo Onlus dopo la “mancata presa in carico” da parte della ASL di Teramo di un bambino di 10 anni sofferente di autismo.

Questa Sentenza potrebbe risultare storica in quanto prende prevalentemente in esame terapie riabilitative private di tipo comportamentale che, ancora oggi, sono totalmente a carico delle famiglie con notevole esborso di denaro, in quanto il SSN offre a malapena risibili quanto inutili sedute [da 45 minuti, quando va bene] di logopedia e psicomotricità.

Anche questo bambino, 10 anni, da tre faceva attività riabilitativa a carico esclusivamente familiare. Ma d’ora in poi, le attività riabilititavie offerte al bambino, dovranno essere erogate dalla ASL, a totale suo carico!

La decisione del Giudice stabilisce, infatti, il diritto alle cure per effetto della Legge nazionale sull’autismo [134/2015] e dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza [LEA].

Nell’individuare le modalità operative dell’intervento, il Giudice ha coinvolto il Centro regionale di riferimento per l’Autismo [CRRA], struttura pubblica e con competenze diagnostiche che gestisce due centri diurni a trattamento intensivo a L’Aquila e Pratola Peligna [L’Aquila].

Ora il CRRA dovrà individuare un educatore professionale da inviare a domicilio e la ASL di Teramo dovrà sostenerne i costi.

La Legge sull’autismo 134/2015, le Linee Guida per l’autismo e i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza hanno quindi senso, efficacia e valore, solo se una famiglia, o un’associazione che tutela veramente i propri iscritti, ha la forza di imbarcarsi in un percorso giudiziario per pretendere ciò che, in una società civile, dovrebbe essere garantito di norma e che, invece, ancora oggi, con notevole ritardo e menfreghismo, non viene messo in atto. Infatti, qualora venissero assicurati tutti questi sacrosanti diritti, il SSN già così sofferente andrebbe letteralmente a bagno per gli enormi costi sociali di questi interventi riabilitativi.

Tuttavia, non poteva esserci Pasqua più bella per le famiglie interessate dalla pandemia di autismo che possono da oggi considerare avviato un percorso di rinascita e, consapevoli dei diritti assicurabili ai loro figli, non devono mai abbandonare la speranza di una ” totale presa in carico”.

Il ricorso di Autismo Abruzzo Onlus è stato curato dall’Avvocato di Chieti Giovanni Legnini. Ora l’associazione spera che questa Sentenza – che di fatto applica le indicazioni delle Linee Guida per l’Autismo che riconoscono numerosi quanto dibattuti metodi riabilitativi di intervento – possa essere di monito a quelle Regioni e ASL che si ostinano a non affrontare tali situazioni, affinché le famiglie finalmente possano fruire delle terapie riabilitative necessarie senza sostenere gravosi costi diretti e senza dover attendere tempi biblici per ottenere il ridicolissimo minimo sindacale offerto dal Servizio Sanitario Nazionale.

Di certo, questa Sentenza [il cui contenuto potete leggere qui] mette alla luce anche il solito problema riferibile alla mancanza di operatori professionali “qualificati” e “riconosciuti” dal SSN. Chissà che non sia l’avvio di un percorso che porti alla creazione di un Albo Professionale Nazionale [come per tutte le Professioni sanitarie che si rispettino] per operatori che, ad oggi, per talune terapie riabilitative private, s’inventano e si autoreciclano con certificazioni fasulle e corsi/workshop a pagamento di dubbio valore.

Ai posteri l’ulteriore Sentenza.

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