Report HPV: a qualcuno brucia

Torna a montare lo scontro sui vaccini, dopo la puntata del programma di Rai Tre “Report” che ha messo in forte discussione la sicurezza del vaccino per l’HPV, il papilloma virus che colpisce gli organi genitali femminili causando il cancro del collo dell’utero.

Il servizio ha da subito scatenato molte critiche ma è innegabile che ha toccato con precisione e professionalità tutto ciò che finora è accaduto nel mondo [non solo in Italia] a seguito delle reazioni avverse correlate a questo tipo di vaccinazione. E la reazione scomposta della politica, oltre che di buona parte del mondo sanitario italiano, significa che sono stati toccati taluni interessi.

Senza ombra di dubbio è legittimo chiedere che un servizio giornalistico sia più equilibrato, che approfondisca, che registri tante e diverse voci. Tuttavia, Report, non solo aveva richiesto di partecipare a coloro che oggi starnazzano in lungo e in largo nel nome della virologia [registrandone gentil rifiuto], ma per il modo in cui ha trattato l’argomento, ha ampiamente rispettato le regole dell’informazione:

  1. ha interpellato la fonte ufficiale dell’EMA [massimo organo di farmacovigilanza europea]
  2. ha intervistato il Prof. Garattini [direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano che, ancora oggi, afferma come non vi è alcuno scandalo ad invocare trasparenza, studi indipendenti, e un sistema accurato di farmacovigilanza che in Italia è particolarmente carente sotto molti punti di vista]
  3. ha intervistato il Prof. Yeuda Shoenfeld [immunologo, da oltre trent’anni studia il sistema immunitario umano e i danni causati dagli adiuvanti presenti nei vaccini, soprattutto per quanto riguarda la correlazione tra alluminio e disturbi neurologici]
  4. ha intervistato il Prof. Peter C. Gøtzsche [leader del Nordic Cochrane Center, associazione di rilevanza mondiale e riconosciuta per la sua serietà dall’intero mondo scientifico, tranne quando tocca gli interessi delle multinazionali, che ha un contenzioso aperto contro l’EMA]
  5. ha intervistato Medici e Ricercatori che pretendono chiarezza dal punto di vista tossicologico
  6. ha intervistato giustamente coloro che soffrono dei danni causati da questo tipo di vaccino e che sono colpevolemente abbandonate a sé stesse, dallo Stato e dal Servizio Sanitario Nazionale, manco fossero delle appestate.

In poco più di venti minuti è stato ribadito ciò che da anni riportiamo dalle nostre pagine, compresa la decisione del Ministero della Salute giapponese di ritirare la raccomandazione per questo vaccino e una lunga serie di allarmi da parte di medici di tutto il mondo [come avvenuto in Francia] per le numerose reazioni avverse causate da questo tipo di vaccino.

Inoltre, ciò che è stato riportato da Report fu già evidenziato in tempi molto meno sospetti in due indagini promosse dalla televisione svizzera italiana, a tutela dei consumatori, e che qui vi riproponiamo in breve estratto.

 

E’ poi emerso in tutta la sua limpidezza un fatto sconosciuto alla popolazione: i quattrini che l’EMA riceve per fare i controlli sulla qualità di un farmaco arrivano dalle stesse aziende farmaceutiche, cioè dai controllati. E qui, a qualcuno dev’essere mancata la poltrona terra sotto i piedi.

Ciò che però lascia quantomeno indignati è la mancata difesa da parte dei giornalisti italiani al loro collega Sigfrido Ranucci e ai suoi collaboratori di redazione. Anzi. Da più quotidiani Ranucci è stato aggredito con la solita tecnica da branco, da parte di coloro che erano palesemente sotto l’effetto stupefacente degli untori di Big Pharma.

Sotto la lente d’ingrandimento del programma di Rai Tre sono finiti anche, e soprattutto, i medici che ritarderebbero se non addirittura si asterrebbero nell’inviare all’AIFA le schede di segnalazione di effetti avversi sulle giovani pazienti.

Premesso che qualsiasi segnalazione di effetto avverso a qualsivoglia farmaco va inviata in farmacovigilanza, e questo è un obbligo per ogni medico/operatore sanitario, Ranucci ha correttamente denunciato le omissioni e le difficoltà di far funzionare il sistema di farmacovigilanza che dovrebbe registrare le reazioni avverse ai vaccini, in Italia come in Europa, ma che ben sappiamo carente sotto tutti i punti di vista.

Questo malcostume, o malaffare, si chiama under-reporting. E ben lo sanno anche coloro che starnazzano in nome e per conto della virologia, pur di mantenere la popolazione nella beata ignoranza.

FIMP – Federazione Italiana Medici Pediatri

Paradossale ed immancabile la replica del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che in una nota ribadisce come il «diffondere paura, propugnando tesi prive di fondamento e anti scientifiche, è un atto di grave disinformazione». Secondo la Lorenzin, Report ha in sostanza

  1. «dato spazio a teorie prive di base scientifica» [se lo dice lei che sembra “Alice nel Paese della farmacologia” e non sa nulla di sanità dobbiamo crederle? In verità i fatti documentati da Report non lasciavano spazio a dubbi]
  2. «instillando timore nei confronti di una pratica sicura ed efficace» [anche qui avremmo qualcosa da obiettare considerando il dossier confidenziale che riporta tutte le reazioni avverse causate dal vaccino contro l’HPV]
  3. «e in grado di salvare migliaia di donne da un cancro aggressivo e spesso mortale» [questa frase dev’essere stata suggerita dal solito ignorante di turno: basterebbe controllare i dati ufficiali AIRTUM per capire che il vaccino non serve a nulla]

Orbene, senza scomodarci nell’augurio di trovare, prima o poi, un altro coraggioso Procuratore sul genere di Nunzio Fragliasso, ovvero colui che nel 1991 arrestò Poggiolini e De Lorenzo, forse sarebbe il caso di ricordare al Ministro Lorenzin che non più tardi di qualche settimana fa, in un messaggio inviato in occasione della seconda Giornata nazionale contro la corruzione in sanità, al Tempio di Adriano a Roma, lei stessa affermava che “la sanità è un settore ad alto rischio di corruzione“.

Quindi pretendere chiarezza e l’uso della verità scientifica in tema di vaccini è d’obbligo, ed è quanto ha richiesto la trasmissione di Report.

La scienza [forse] non sarà democratica, cosa che invece è smentita dal fatto che in realtà ogni vera opinione scientifica viene discussa dalla comunità di riferimento, ma le scelte di politica sanitaria lo sono e devono sottostare alle regole di necessità, efficacia ed efficienza, altrimenti sono solo chiacchiere per confondere e fare “malaffari” a danno della salute dei cittadini.

Prof. Giorgio Bartolozzi

Mentre per un farmaco “salvavita” eventuali effetti collaterali gravi sono sopportabili, essi non possono e non devono essere tollerati in seguito all’uso di un vaccino, le cui finalità sono da sempre di tipo esclusivamente “preventivo”.

 

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