Vaccini: Procura di Roma apre inchiesta sulle falle della Farmacovigilanza

Mancanza di controllo in relazione ai possibili effetti collaterali di alcuni farmaci e, soprattutto, dei vaccini. La Procura di Roma scende in campo in una delle vicende più dibattute degli ultimi giorni, dopo il polverone sollevato dal servizio di Report sugli eventi avversi provocati dal vaccino contro il papilloma virus [HPV].

La Procura ha aperto un fascicolo d’indagine scaturito da un esposto dettagliato che è stato presentato ai magistrati, in cui si sollevano dubbi sulla rete di verifica relativa ai potenziali effetti collaterali di alcune vaccinazioni e, di conseguenza, sulla divulgazione delle informazioni.

Per gli inquirenti, non sarebbe il vaccino in quanto tale ad essere pericoloso. Il sospetto è, però, che la diffusione di alcuni medicinali possa non essere avvenuta con le dovute cautele.

L’inchiesta, ancora senza ipotesi di reato, è coordinata dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e dalla pm Maria Letizia Golfieri.

Gli accertamenti saranno invece assegnati ai carabinieri del NAS, che dovranno chiarire se siano state rispettate tutte le procedure di analisi.

Uno dei primi atti in programma, sarà l’acquisizione della documentazione del Ministero della Salute e dell’AIFA, l’Agenzia italiana del farmaco.

Gli esposti e le segnalazioni arrivate negli ultimi mesi in Procura sono parecchie. Quella che ha fatto scattare l’inchiesta, però, sarebbe più precisa delle altre, tanto da convincere gli inquirenti ad aprire un fascicolo.

Viene fornito un lungo elenco di vaccini per i quali potrebbe essere necessario indagare in relazione alle verifiche effettuate nel corso degli anni, con prove tecniche, analisi e riscontri clinici.

La segnalazione è focalizzata su alcune vaccinazioni facoltative, e non sulle quattro obbligatorie [difterite, poliomielite, tetano ed epatite B]. Tuttavia, in un capitolo dell’indagine si parla anche dei vaccini esavalenti, consigliati all’inizio del terzo mese di vita e che prevedono tre cicli tassativi e due opzionali.

Da anni sosteniamo che se si vuole parlare di eventi avversi concomitanti alle vaccinazioni non è sufficiente una farmacovigilanza passiva ma è necessario impostare un sistema di farmacovigilanza attiva, molto semplice da realizzare se lo si vuole fare, sullo stile dei VAERS americani, dei DAEN australiani, di EudraVigilance [nel quale appare in bella evidenza anche il famigerato AUTISMO, come effetto indesiderato causato dal vaccino esavalente Infanrix Hexa a danno del Sistema Nervoso Centrale – di cui conosciamo da tempo il contenuto del report confidenziale trasmesso all’EMA].

Tutto questo avrebbe senso soprattutto perché si somministrano troppe vaccinazioni nell’infanzia, in più dosi, in un breve arco di tempo.

Infine, sarebbe anche il caso di approfondire meglio perché vi sono medici che ritardano, se non addirittura si astengono, nell’inviare all’AIFA le schede di segnalazione di effetti avversi. Siamo certi che molti medici avrebbero da raccontare le vessazioni cui sono sottoposti da coloro che sono adibiti alla raccolta dei dati.

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