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Vaccini: Codacons denuncia l’Ordine dei medici di Treviso e chiede indagine anticorruzione

Il Codacons ha annunciato l’intenzione di rivolgersi alla Procura della Repubblica di Treviso, chiedendo di aprire una indagine per le possibili fattispecie di violenza privata e abuso d’ufficio, denunciando l’Ordine dei Medici di Treviso per aver radiato il Dott. Roberto Gava, medico 59enne, per la sue opinioni relative alla personalizzazione delle vaccinazioni e prevenzione dei danni da essi arrecati.

«La radiazione del primo medico colpevole di posizioni critiche nei confronti dei vaccini, decisa dall’Ordine dei medici di Treviso, – rileva Codacons – apre ufficialmente la caccia alle streghe in Italia e riporta il nostro Paese ai tempi bui dell’Inquisizione».

«Abbiamo deciso di presentare un esposto contro l’Ordine dei medici di Treviso – precisa – chiedendo di aprire una indagine per le possibili fattispecie di violenza privata e abuso di atti d’ufficio.
La radiazione di un medico per il solo fatto di aver espresso delle idee – osserva – rappresenta un fatto abnorme, un pericolosissimo atto di censura di stampo medievale che ci fa seriamente temere per la libertà dei camici bianchi nel nostro Paese.
Ci chiediamo infatti – prosegue – se il prossimo passo sarà quello di bruciare vivi in piazza i medici che oseranno avanzare perplessità circa il tema delle vaccinazioni, così come si faceva durante il periodo dell’Inquisizione con i soggetti accusati di eresia».

Codacons «invita i medici italiani contrari alla decisione dell’Ordine di Treviso a non farsi intimorire e a inviare una mail al Codacons per manifestare la propria contrarietà alla radiazione» e chiede «ai componenti dell’Ordine di dichiarare se hanno o hanno avuto in passato rapporti con aziende farmaceutiche le quali, come noto, proprio in Veneto furono accusate di regalare milioni di euro ai medici per invogliarli a prescrivere i loro farmaci» accuse poi cadute in Cassazione.

Inoltre, il Codacons ha presentato un esposto all’Autorità Anticorruzione [ANAC] chiedendo di accertare la regolarità dei rapporti [anche di tipo economico] che intercorrono tra i medici italiani che hanno contribuito a realizzare il Piano Nazionale di prevenzione vaccinale e le aziende farmaceutiche produttrici di vaccini.

«Dopo le reazioni durissime al servizio di Report sul vaccino HPV da parte di molti medici che hanno invocato provvedimenti e sanzioni, crediamo non sia più rinviabile una indagine approfondita sui rapporti che intercorrono tra operatori della sanità e società dei farmaci – spiega il CodaconsIl nostro scopo non è certo quello di attaccare i singoli medici o l’intera categoria, né di avallare sospetti già apparsi in diverse occasioni sulla stampa, ma solo ed esclusivamente quello di ottenere chiarezza nell’interesse dei cittadini e degli stessi medici, e fugare qualsiasi dubbio sull’argomento.»

Riportando integralmente numerose inchieste giornalistiche e analisi di prestigiosi esponenti del mondo scientifico, scrive il Codacons nell’esposto:

il Calendario del Piano Nazionale Vaccini sarebbe “la copia fedele” del Calendario per la vita, pubblicato per la prima volta su Epidemiologia & Prevenzione, novembre-dicembre 2014, firmato da 20 personalità fra ricercatori e medici, e sponsorizzato dalle industrie del farmaco […] Sarebbe stato messo in evidenza come più della metà dei firmatari del Calendario per la vita, alcuni facenti parte anche del tavolo di lavoro per il Piano Nazionale di prevenzione vaccinale 2016-2018, si sarebbe trovato in conflitto di interessi personali con aziende farmaceutiche produttrici di vaccini […] si fa riferimento a: Bonanni Paolo e Carlo Signorelli della SITI [Società italiana igiene medicina preventiva e sanità pubblica] Walter Ricciardi dell’ISS e Silvestro Scotti di FIMMG [Federazione italiana medici di medicina generale].
Risulterebbero conflitti personali per 10 dei 20 firmatari, in altre parole il 50% dei firmatari avrebbe conflitti di interessi personali con aziende farmaceutiche produttrici di vaccini.

In particolare nell’esposto del Codacons si chiede di verificare i rapporti tra

  • Walter Ricciardi e le aziende farmaceutiche Crucell, GSK, Pfizer, Sanofi Pasteur MSD;
  • Carlo Signorelli con Pfizer, Sanofi Pasteur MSD, and Reckitt Benkiser;
  • Paolo Bonanni con GlaxoSmithKline Biologicals SA, Sanofi Pasteur MSD, Novartis, Crucell/Janssen, and Pfizer;
  • Silvestro Scotti con Sanofi Pasteur MSD.

Tutto ciò considerato, il Codacons ha chiesto all’ANACdi voler compiere tutti gli atti di indagine, vigilanza, controllo, valutazione ed accertamento necessari ed utili a verificare la regolarità e la trasparenza delle procedure adottate dalle autorità preposte, e dai relativi interlocutori, inerenti alla somministrazione e commercializzazione del vaccino esavalente Infanrix Hexa e alla predisposizione del Nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale per il biennio 2016-2018”.

Riproduzione riservata ©

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