Vaccini: via libera al decreto “rovina bambini” Lorenzin-Glaxo

E’ stato pubblicato questa sera in Gazzetta Ufficiale [GU Serie Generale n.130 del 07-06-2017 , pagg. 5 – 6 e 7] il decreto sull’obbligo vaccinale, fortemente voluto dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, sponsorizzato dal Consigliere della Fondazione GSK Guerra Ranieri, firmato questa mattina dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il provvedimento, che sarà in vigore già da domani 8 giugno 2017, reintroduce l’obbligo di copertura vaccinale per essere iscritti a scuola sin dalla materna.

Dodici le vaccinazioni obbligatorie molte delle quali già figuravano nel calendario vaccinale come “fortemente raccomandate”.

Previste sanzioni per chi non vaccina, ma i genitori al momento dell’iscrizione potranno comunque procedere presentando un’autocertificazione dove si dichiara che i vaccini sono stati fatti. In questo caso entro il 10 luglio dovranno documentare l’effettuazione dei vaccini.

La cosa certa è che al momento dell’iscrizione, i dirigenti scolastici dovranno chiedere ai genitori la documentazione che provi le avvenute vaccinazioni. Se questa non c’è, oppure fosse carente, dovranno fare una segnalazione alla ASL entro 10 giorni. L’ufficio di igiene convocherà i genitori, cercherà di convincerli se sono contrari a questa forma di prevenzione e appunto gli darà un termine per mettersi in regola.

Se a un bambino mancano dei vaccini, ma i genitori dimostrano che hanno una prenotazione alla ASL per farli non ci saranno problemi, stessa cosa se il bambino ha già avuto una malattia vaccinabile e quindi risulta immunizzato, ma in questo caso deve essere presentato un certificato medico che lo dimostri.

Altra eccezione è quella di chi ha problemi di salute che rendono pericoloso fare il vaccino. Anche in questo caso ci sarà l’iscrizione a scuola.

Il Ministero della Salute, intanto, ha riassunto in 10 punti tutte le novità introdotte dal testo, che entreranno in vigore dal prossimo anno scolastico ed ha anche annunciato una campagna straordinaria di sensibilizzazione al via in giugno.

1) Per prima cosa, il ministero ha ricordato che vengono dichiarate obbligatorie per legge, secondo le indicazioni del calendario allegato al Piano nazionale di prevenzione vaccinale vigente [età 0-16 anni] e in riferimento alla coorte di appartenenza, le vaccinazioni di seguito indicate: anti-poliomelitica; anti-difterica; anti-tetanica; anti-epatite B; anti-pertosse; anti Haemophilusinfluenzae tipo B; anti-meningococcica B; anti-meningococcica C; anti-morbillo; anti-rosolia; anti-parotite; anti-varicella.

2) Tali vaccinazioni possono essere omesse o differite solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate e attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta.

3) In caso di violazione dell’obbligo vaccinale ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale e ai tutori, è comminata la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 7.500 euro. Le sanzioni vengono irrogate dalle Aziende sanitarie.

4) Anche nella scuola dell’obbligo il dirigente scolastico è tenuto a segnalare alla Asl competente la presenza a scuola di minori non vaccinati. La mancata segnalazione può integrare il reato di omissione di atti d’ufficio punito dall’art. 328 c.p.

5) Il genitore o l’esercente la potestà genitoriale sul minore che violi l’obbligo di vaccinazione è segnalato dalla ASL al Tribunale dei minorenni per la sospensione della responsabilità genitoriale.

6) Non possono essere iscritti agli asili nido e alle scuole dell’infanzia, pubbliche e private, i minori che non abbiano fatto le vaccinazioni obbligatorie. In tal caso, il dirigente scolastico segnala, entro 5 giorni, all’Azienda sanitaria competente il nominativo del bambino affinché si adempia all’obbligo vaccinale.

7) Anche nella scuola dell’obbligo, i minori che non sono vaccinabili per ragioni di salute sono di norma inseriti dal dirigente scolastico in classi nelle quali non sono presenti altri minori non vaccinati o non immunizzati.

8) Se un bambino ha già avuto le patologie indicate, deve farsi attestare tale circostanza dal medico curante che potrà anche disporre le analisi del sangue per accertare che abbia sviluppato gli anticorpi.

9) A decorrere dal 1 giugno 2017, il ministero della Salute ha avviato una campagna straordinaria di sensibilizzazione per la popolazione sull’importanza delle vaccinazioni per la tutela della salute. Nell’ambito della campagna, il ministero della Salute e il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca promuovono, dall’anno scolastico 2017-2018, iniziative di formazione del personale docente ed educativo e di educazione delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti sui temi della prevenzione sanitaria e in particolare delle vaccinazioni, anche con il coinvolgimento delle associazioni dei genitori.

10) Le misure del decreto entrano in vigore dal prossimo anno scolastico.

Il decreto va contro i più basilari principi costituzionali

Il Codacons ha già annunciato l’intenzione di impugnare il provvedimento firmato oggi dal Capo dello Stato.

Il decreto sui vaccini è un miscuglio di cose che non c’entrano nulla con la salute e con le vaccinazioni – afferma il presidente Carlo RienziUn provvedimento varato in fretta e furia, contenente misure che cozzano con la nostra Costituzione e che rappresentano un danno per le famiglie a tutto vantaggio delle aziende farmaceutiche. In tal senso riteniamo del tutto sbagliata la scelta di Mattarella di avallare un simile decreto, che sarà impugnato dal Codacons allo scopo di ottenerne l’annullamento dinanzi la Corte Costituzionale e in sede europea.

Il Moige, il Movimento Nazionale Genitori Onlus, ha divulgato un appello al Parlamento perché bocci quello che loro chiamano il decreto “strappafigli” della Lorenzin:

Nell’Italia presente nella top ten mondiale degli stati migliori per la salute dell’infanzia, con il più basso tasso di mortalità infantile, per il Moige, il ministero ha lanciato allarmi ingiustificati, per giustificare scelte illiberali e coercitive, con decreto di urgenza.

Ferdinando Imposimato,  magistrato, politico e avvocato italiano, nonché presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, si è espresso a posteriori divulgando la lettera di una madre:

Signor Presidente Mattarella, il decreto del Consiglio Ministri che rende obbligatori 12 vaccinazioni per l’iscrizione a scuola è “incostituzionale”: lede l’art 32 Costituzione che stabilisce «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario». Il decreto deve essere fermato da Lei Presidente in base all’art 74. E’ un modo per imporre tasse e oneri su famiglie meno abbienti. L’Italia è tra i dieci Paesi al mondo con mortalità infantile più bassa. Strumentalizzare il picco epidemiologioc del morbillo per imporre il decreto sul vaccino obbligatorio per le famiglie è inaccettabile ed incostituzionale. E’ una tangente legalizzata. E’ un fatto criminale. Ci opponiamo alle lobby farmaceutiche criminali. E il M5S cosa fa? La decisione del governo è contro i protocolli europei che in tema di prevenzione vaccinale, indicano «nell’informazione, raccomandazione, garanzie e coinvolgimento di tutti gli attori, i punti centrali di una politica efficace e concreta». Scendiamo in piazza per pacifica ma decisa forma di disobbedienza civile. No alle tangenti legalizzate.

L’articolo 32 della Costituzione afferma che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge», ma la legge è vincolata in questo senso perché in nessun caso possono essere violati «i limiti imposti dal rispetto della persona umana».

La sentenza n. 27 della Corte Costituzionale, red. Zagrebelsky, riafferma il principio che «non è lecito, alla stregua degli artt. 2 e 32 della Costituzione, richiedere che il singolo esponga a rischio la propria salute per un interesse collettivo, senza che la collettività stessa sia disposta a condividere, come è possibile, il peso delle eventuali conseguenze negative».
Ciò significa che è sempre fatto salvo il diritto individuale alla salute, anche di fronte al generico interesse collettivo, ed altresì ben sappiamo come taluni CTU, collusi all’industria del farmaco, insabbiano evidenti danni da vaccino [addirittura di bambini deceduti] pur di far apparire innocui dei farmaci che non lo sono affatto.

La Legge 28 marzo 2001 n. 145  [Convenzione sui diritti dell’uomo e sulla Biomedicina promulgata a Oviedo il 4 aprile 1997, Capitolo II, artt. 5 – 6 – 7 – 8 – 9] e della Direttiva Europea del dicembre 2009 che regola il consenso informato obbligatorio per tutti i tipi di vaccinazione, per tutti i cittadini, nota come Convenzione di Oviedo, ha stabilito il fondamentale principio dell’autodeterminazione in materia di salute.
Considerato che la vaccinazione è un trattamento preventivo proposto a persone sane, e non rappresenta uno stato di necessità, è necessario avere il consenso informato del paziente o del suo rappresentante legale. Il solo rappresentante legale di un bambino è il genitore e quindi è il genitore che decide se accettare o meno la somministrazione della vaccinazione di suo figlio o di sua figlia.
Pertanto, l’eventuale obbligo giuridico della vaccinazione e la conseguente repressione, si sciolgono come neve al sole di fronte alla corretta interpretazione delle norme costituzionali.

L’articolo 33 della Costituzione afferma che «l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento».
Pertanto, soffocare il dissenso di un medico su questa o quella terapia, quando esso sia fondato su ragionevoli dubbi o sul dibattito esistente in un certo momento storico, è un atto scriteriato; né può essere limitato il dissenso o la libertà di ricerca solo perché le autorità sanitarie hanno scelto una via piuttosto che un’altra.

Manifestazione nazionale l’11 giugno a Roma

Il decreto legge infrange ogni ragionevole principio di precauzione e non tiene in conto i potenziali nuovi effetti avversi risultanti dal carico vaccinale aumentato.

Mentre i Paesi più importanti d’Europa [fra i quali Svezia, Germania, Gran Bretagna solo per citarne alcuni] hanno messo in campo strategie vaccinali volte al coinvolgimento della popolazione ed hanno affermato l’incostituzionalità di misure coercitive ed obbligatorie, l’Italia apre una stagione di aperto conflitto con le famiglie che non adempiranno a tutte le 12 vaccinazioni obbligatorie.

Una forzatura inaccettabile, dietro la forte pressione del mondo economico delle case farmaceutiche, in un momento in cui non vi è alcuna emergenza o epidemia in corso.

Il Coordinamento Nazionale per la Libertà di Scelta ricorrerà in tutte le sedi opportune fino alla Corte di Giustizia Europea per le molteplici violazioni di diritti fondamentali contenute nel decreto legge e sosterrà tutti quei genitori che vorranno avviare ricorsi ma che non hanno sufficienti risorse economiche.

Non c’è in gioco soltanto il tema di quale strategia sanitaria adottare come la più efficace azione preventiva riguardo alcune malattie infettive: c’è una aperta violazione della libertà di scelta terapeutica garantita dalla nostra Costituzione, dalla Convenzione di Oviedo e dall’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti Umani che garantisce l’inviolabilità dell’integrità personale.

Le sanzioni amministrative e il divieto di accesso a scuola per i bambini tra gli 0 e i 6 anni si configurano come una chiara lesione di questi diritti fondamentali.

La mobilitazione è appena iniziata con le tantissime iniziative in tutte le città italiane delle settimane precedenti e proseguirà questa settimana con la manifestazione nazionale l’11 giugno a Roma con appuntamento dalle 13 a Piazza della Bocca della Verità.

Info: https://coordnazionale.wixsite.com/cnls/manifestazione11giugno2017

A dispetto di chi definisce le manifestazioni come «atteggiamenti inaccettabili», crediamo che altrettanto inaccettabili sono le sanzioni e i ricatti che limitano e intaccano qualunque norma del diritto nazionale ed internazionale riguardante le libertà individuali.

Facciamo quindi nuovamente richiamo ai seguenti articoli nazionali ed internazionali che talune carampane dimenticano troppo spesso:

  • artt. 2 , 3 , 10 , 32 e 34 della Costituzione della Repubblica Italiana;
  • artt. II-63 , II-81 e II-84 della Costituzione dell’Unione Europea;
  • art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo;
  • artt, 3 , 10 , 14 , 20 e 21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea;
  • artt. 4 , 5 e 13 del Patto Internazionale sui Diritti Economici del 19/12/1966;
  • artt. 4 e 5 della Convenzione Internazionale contro la discriminazione nel campo dell’educazione adottata dalla 11° Conferenza Generale dell’UNESCO a Parigi del 14/12/1960;
  • art. 9 Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 4/11/1950;
  • art. 2 Primo protocollo aggiuntivo del 20/03/1982 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 4/11/1950;
  • artt. 2, 4 e 5 della Convenzione di Oviedo del 1997;
  • art. 4 Carta Europea dei Diritti del Malato di Bruxelles.

Non vogliamo sembrare un disco rotto e ripetere sempre le stesse cose ma, per onestà morale, intellettuale e scientifica, si pubblichino super partes studi che attestino senza ombra di dubbio l’assenza di effetti collaterali importanti di 12 vaccini inoculati in pocghi anni di vita e, cosa più importante, l’assenza di evidenti collusioni stato-case farmaceutiche.

E’ sotto l’occhio di tutti il business miliardario che si cela dietro ai suddetti vaccini. Ora ci sono i bambini, un domani gli adulti che dovranno vaccinarsi obbligatoriamente.

Intanto, da Bolzano arriva la prima bocciatura al Decreto “rovina bambini”.

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