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Decreto vaccini: battaglia infuocata

Lo scontro sul tema vaccini non si placa, anzi. Erano migliaia le famiglie scese ieri in piazza a Roma, nel corteo organizzato dal Coordinamento Nazionale per la Libertà di Scelta, per dire no al Decreto Legge del 7 giugno sui vaccini. Molti gli striscioni sventolati che facevano appello alla “libertà di scelta“.
Nota dolente: il solito oscuramento da parte dei media ufficiali, sempre più timorosi nel rendere pubblico il dissenso dilagante, che hanno rimediato una pessima quanto imbarazzante figura.

Per contro, non si è fatta attendere la circolare del Ministero della Salute con le prime indicazioni operative alle Regioni e Province autonome per l’attuazione del Decreto Legge 7 giugno 2017, n. 73, recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale“.
La circolare ribadisce che l’obiettivo del decreto legge è di rendere obbligatorie le vaccinazioni nei confronti di malattie a rischio epidemico, al fine di raggiungere e mantenere la soglia di copertura vaccinale del 95%, come raccomandato dall’OMS. E sottolinea al riguardo, l’importanza di una stretta collaborazione tra tutte le componenti dell’amministrazione statale e territoriale, e non solo del SSN, al fine di rendere effettivo l’obbligo vaccinale e garantire il bene della tutela della salute, individuale e collettiva.
Si precisa che l’obbligo vaccinale riguarda altresì i minori stranieri non accompagnati, vale a dire i minorenni non aventi cittadinanza italiana o dell’Unione Europea che si trovano per qualsiasi causa nel territorio dello Stato.
La Asl territorialmente competente avrà un ruolo centrale nella prevenzione e nella verifica.

A sostenere l’attivismo del Governo sul tema vaccini, è il Coordinatore della Commissione Salute per la Conferenza delle Regioni, Antonio Saitta, che da un lato ricorda come le Regioni avevano già iniziato a lavorare sull’obbligo delle vaccinazioni attraverso Leggi regionali, ma dall’altro dimentica che alcune di esse hanno alzato ulteriormente i toni della discussione, allargando il fronte del dissenso al Decreto Legge.
Proprio per questo motivo le Regioni avevano chiesto di essere sentite prima dell’emanazione della circolare applicativa, dato che hanno la responsabilità di organizzare il servizio sul territorio, e rendendosi altresì conto dell’impraticabilità di questo decreto palesemente anticostituzionale, nella fase di conversione del decreto, le Regioni hanno nuovamente espresso l’intenzione di esprimere una valutazione complessiva e articolata del testo fino ad impugnarlo.

Infine, al Senato, proprio questa settimana, ci sarà il debutto attesissimo del Decreto Legge 73 sull’obbligo vaccinale, che sbarca in sede referente alla Commissione Igiene e Sanità, dove già si scaldano i motori per le audizioni che inizieranno domani. A partire dalle 20 verranno auditi i rappresentanti di AIFA, dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’associazione LOV [Liberi dall’Obbligo Vaccinale], e nei giorni successivi toccherà alle associazioni che si sono “proposte” in tempo utile.
Ripetiamo: associazioni che si sono “proposte” anziché associazioni [comprensibilmente adirate] la cui speranza di chiamata è stata puntualmente disattesa a tal punto da riversare – a torto – la loro rabbia sulle altre associazioni, colpevoli di aver scavalcato chissà quali privilegi, anziché inoltrare le opportune richieste ai responsabili della Commissione Igiene Sanità.

La battaglia su ogni punto del decreto che andrà esaminato, appare scontata quanto infuocata e porta dritti al 6 agosto 2017 ….. A meno che il Governo non cada definitivamente in settimana, per esempio, quando il Decreto Legge giungerà all’esame della Commissione Affari Costituzionali e si aggiungerà ad altre questioni descritte dal Senatore Stefano Esposito.

Vada come vada, ricordando però che le Camere se sciolte possono comunque riunirsi per il Decreto Legge e potrebbero convertirlo in Legge addirittura prima del 6 agosto , mentre i genitori italiani sono sul piede di guerra, ci limitiamo a riportare quanto affermato da Paolo Maddalena, giurista e magistrato italiano, ex vicepresidente della Corte Costituzionale.

Il DL sui vaccini, a mio avviso, è platealmente incostituzionale.

Esso viola l’Art. 32 della Costituzione, il quale afferma che “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

Fin che si trattava di quattro vaccinazioni, si poteva ancor dire che questi “limiti” non erano stati superati, ma ora che si impongono dodici vaccinazioni, con i dubbi sussistenti che la scienza ufficiale abbia accertato la loro non dannosità per qualsiasi singolo soggetto, e senza evidenza alcuna di emergenze sanitarie possibili, risulta evidente che tali “limiti” sono stati ampiamente superati.

Inoltre, le sanzioni non sono “proporzionate”, e assolutamente incostituzionale è il “divieto di accesso alla scuola”, che viola palesemente anche il “diritto allo studio”, sancito dall’Art. 34 della Costituzione.

Si tratta di una di quelle leggi [e sono oramai numerose], irragionevoli [Art. 3 della Costituzione] e contrarie ai diritti fondamentali della persona umana.

Non ci resta altro che osservare con attenzione quello che accadrà.

Riproduzione riservata ©

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