Decreto vaccini: via libera dalla Commissione. Oggi sarà discusso al Senato.

Come tutte le porcate che hanno interessato il nostro Paese, questa notte è stato dato il via libera dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato al decreto vaccini, su cui il Governo ha autorizzato la fiducia considerandolo un atto fondamentale della propria azione politica e facendo dipendere dalla sua approvazione la propria permanenza in carica.

Questo atteggiamento rappresenta di fatto una sfida ai cittadini italiani che hanno manifestato sempre più in massa contro questo decreto, ed evidentemente le manifestazioni sono state viste dai “governanti incostituzionali” sempre più come una minaccia alla loro poltrona e ai loro privilegi.

Oggi l’approdo in Aula a Palazzo Madama, l’esame è in calendario a partire dalle 16.

Superato il primo giro di boa, con il via libera di Palazzo Madama, il Ddl di conversione [con scadenza il 6 agosto] dovrebbe trovare strada spianata alla Camera nelle giornate del 24 e 25 p.v. Il presidente della commissione Affari sociali Mario Marazziti ha già espresso un’apertura in tal senso.

Durante la seduta notturna la Commissione ha approvato, tra gli altri, l’emendamento che prevede l’istituzione dell’Anagrafe Vaccinale Nazionale, che registrerà la situazione vaccinale degl’italiani, e un emendamento che prevede vaccinazioni anche per operatori sanitari, sociosanitari e scolastici. Su quest’ultimo si attende, però, il parere della Commissione Bilancio che arriverà prima dell’approdo in Aula.

Il testo, comunque, resta pressoché invariato rispetto all’impianto iniziale.

Tra le modifiche apportate dal passaggio in Commissione a Palazzo Madama, la principale riguarda la riduzione delle vaccinazioni obbligatorie, passate da 12 a 10, ovvero: polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, haemophilus di tipo B, morbillo, parotite, rosolia e varicella.

A queste, poi, se ne aggiungono altre 4 “raccomandate” attivamente dalle Asl: anti-meningococco B e C, anti-pneumococco e anti-rotavirus.

Tra gli altri emendamenti approvati nei giorni scorsi, uno prevede la possibilità, per i medici, di somministrare i vaccini in farmacia, contro la quale però si sono espressi sia la Fnomceo sia i pediatri Fimp. Lo svolgimento di attività mediche presso le farmacie è notoriamente vietato, affermano dalla Federazione dei medici e degli odontoiatri. Mentre dalla Fimp ricordano che con la profilassi in farmacia, ad opera di medici non formati e non a conoscenza della storia del singolo assistito, si rischia di snaturare il senso del decreto. In sostanza, la spartizione della torta fa litigare medici e farmacisti.

Diminuito, inoltre, “il pizzo” ai genitori che non vaccinano e tolto il riferimento al rischio della perdita di patria potestà.

Stretta in arrivo, infine, sui prezzi: un emendamento al comma 6 dell’articolo 1 prevede che i vaccini indicati nel Calendario vaccinale nazionale siano sottoposti alla negoziazione obbligatoria dell’Aifa.

Cosa significa voto di fiducia

All’interno dell’ordinamento politico italiano, si parla di “questione di fiducia” quando il Governo presenta al Parlamento una legge ponendovi “la fiducia“.

Questo vuol dire, visto che normalmente il Parlamento può rifiutare una legge oppure chiedere che vengano effettuate le modifiche, che il Governo invece avanza la proposta aspettandosi che essa passi così com’è, senza opposizioni.

Se ciò accade, il Governo è legittimato nella sua azione; se ciò non accade, il Governo decade e quindi si dimette.

In sostanza, si tratta di un meccanismo che viene utilizzato da formazioni di Governo che NON hanno una maggioranza forte, per evitare che l’opposizione faccia ostruzionismo ad ogni sua azione presentata in Camera dei Deputati, garantendosene l’appoggio almeno formale.

Il voto di fiducia è palese, affinché ognuno si assuma la responsabilità della decisione presa. Quindi, segnatevi nome e cognome di tutti coloro che svenderanno i bambini italiani alle multinazionali.

Il voto di fiducia è quindi un iter straordinario, ma per questo Governo incostituzionale è ormai la prassi. E in questo caso significa “obbligare ad obbligare“, cioè “obbligare il Parlamento” a varare una legge per “obbligare alla vaccinazione” una intera popolazione di persone “nessuno escluso“, con un numero esagerato di vaccini, senza che vi sia nessuna ragione di emergenza, ovvero senza epidemie tali da giustificare un così alto numero di rimedi, sottoponendo di fatto l’intero Paese a subire una sperimentazione di massa.

 

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