Autismo e nutrizione: nuovo studio convalida effetti positivi di una dieta mirata

Il cibo è uno dei più importanti, quotidiani e intimi, contatti tra il nostro organismo e l’ambiente esterno.  Per esempio, molto studiato è il rapporto tra il contenuto di acido folico e di folati nella dieta, caratteristiche genetiche e rischio di cancro, aterosclerosi, depressione e altre malattie, come abbiamo già descritto nel nostro articolo dedicato agli effetti genetici del cibo.

Negli ultimi anni diversi modelli dietetici sono stati studiati in relazione ai Disturbi dello Spettro Autistico [DSA] e in particolare alcuni hanno riscosso interesse per un possibile uso terapeutico.

La dieta chetogenica [KGD] ha già dato prova di essere efficace per chi ha un deficit di trasportatore di glucosio tipo 1 e di piruvato deidrogenasi, e più di recente, questo approccio è stato usato con successo in una serie di disturbi neurologici come l’epilessia intrattabile.

Una variante meno restrittiva è la cosiddetta dieta Atkins modificata [MAD] in cui non vi sono limiti sulle calorie e proteine e i carboidrati sono inizialmente limitati a 10 g al giorno per cui il rapporto chetogenico non deve essere mantenuto in tutti i pasti.

La dieta priva di glutine e senza caseina [GFCF] è già stata utilizzata per migliorare i sintomi principali e le manifestazioni gastrointestinali come gonfiori, diarrea e disagio che possono influenzare il comportamento nei bambini autistici; questa dieta inoltre ha parzialmente migliorato alcuni dei sintomi autistici e l’outcome di sviluppo.

Nel loro recentissimo studio, pubblicato sulla rivista Metabolic Brain Disease, Omnia El-Rashidy e collaboratori hanno valutato 45 bambini di 3-8 anni diagnosticati con DSA basato sui criteri del DSM 5.

I pazienti sono stati ugualmente suddivisi in 3 gruppi,

  • il primo gruppo ha ricevuto la dieta chetogenica come dieta Atkins modificata [MAD],
  • il secondo gruppo ha ricevuto la dieta priva di glutine e senza caseina [GFCF],
  • il terzo gruppo ha ricevuto una dieta equilibrata, fungendo da controllo.

Tutti i pazienti sono stati valutati prima e 6 mesi dopo l’inizio della dieta con un esame neurologico, misure antropometriche, nonché usando la scala di valutazione dell’autismo [CARS] dell’infanzia [ATEC].

Entrambi i gruppi trattati [1 e 2] hanno mostrato un miglioramento significativo nei punteggi ATEC e CARS rispetto al gruppo di controllo [3].

Va sottolineato che la varietà di opzioni alimentari offerte nel MAD rende più facile per i pazienti aderire a questo regime dietetico, dando quindi migliori risultati, e lasciando ben sperare in future raccomandazioni alimentari “ufficiali” per i bambini con DSA.

A differenza di quanto diffondono taluni mistificatori della realtà, questo studio è la riprova che le caratteristiche della dieta, inclusa la dieta senza glutine e senza caseina, possono correggere, entro limiti tutti da scoprire, gli effetti debilitanti e le caratteristiche di una patologia per la quale – ancora oggi – i sedicenti professoroni del web navigano palesemente nel buio.

 

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