Vaccin Quiz: propaganda vaccinale a danno dei consumatori e della salute

Un test di autovalutazione rivolto ai genitori per testare la propria conoscenza sulle vaccinazioni: lo ha realizzato la Società Italiana di Pediatria per orientare ingannare i genitori e sfatare contraddire evidenze sempre più manifeste che pongono i vaccini sul banco degli imputati.

Il Vaccin Quiz è di fatto un quiz pilotato per promuovere la vendita di vaccini, facilmente confutabile da chiunque abbia un minimo di buon senso e conoscenza. In sostanza, si tratta di rispondere vero o falso a 10 domande, che toccano alcune delle questioni che si sono create attorno alle vaccinazioni, e che [secondo loro] permettono di guardare a tutto tondo alla scelta di vaccinare il proprio figlio.

Nulla di più falso ed ingannevole, e vi spieghiamo il perché.

1 – Prima di eseguire un vaccino bisogna fare gli esami del sangue per evitare reazioni gravi

Loro divulgano la risposta falso perché

sulla base delle evidenze scientifiche, non esistono esami specifici che permettono di stabilire controindicazioni alle vaccinazioni; esiste invece la possibilità, attraverso l’anamnesi, di identificare le situazioni che controindicano temporaneamente o permanentemente la somministrazione di un vaccino.

Premesso che l’esecuzione di dosaggi di anticorpi prevaccinali in genere rientra fra le “Prestazioni di prevenzione gratuite ai sensi del DM 1/2/1991 in quanto disposte nel prevalente interesse pubblico“, altresì ribadito dall’art. 7 della Legge 210/92 e dall’art. 1 comma 4 lettera b del D.Lgs.124/1998 [quest’ultimo con particolare riferimento alle vaccinazioni raccomandate], per esempio, è bene ricordare che con una semplice tipizzazione delle HLA, la nostra carta d’identità biologica, è possibile valutare uno snodo delicatissimo della risposta immunitaria individuale.

Infatti, vari studi dimostrano come possono essere valide le ipotesi che correlano causalmente gli eventi avversi da vaccino a fattori genetici dei riceventi. E’ questo il caso della cosiddetta adversomica. Di fatto, sono stati dimostrati legami con la genetica del ricevente e la reattogenicità delle vaccinazioni, toccando nel complesso molti vaccini, tra cui il vaccino trivalente morbillo-parotite-rosolia, la vaccinazione antinfluenzale, la vaccinazione antiepatite B, la vaccinazione anti-vaiolosa, la vaccinazione anti-poliomielite e così via.

Proprio grazie alla tipizzazione delle HLA è altresì possibile sapere se un neonato ha scritto nel suo bagaglio genetico che è “non responder” alle vaccinazioni. E probabilmente è per questo motivo che molti pediatri e/o medici vaccinatori si dimostrano reticenti nel prescrivere questo esame che consentirebbe di prendere una decisione libera e consapevole, oltre che scientificamente inappuntabile.

2 – Eseguire più vaccini in contemporanea può indebolire il sistema immunitario

Loro divulgano la risposta falso perché

le vaccinazioni del bambino non indeboliscono né sovraccaricano il sistema immunitario. Secondo loro, questo è vero sia quando si somministra un singolo vaccino, sia quando vengono effettuate più vaccinazioni contemporaneamente.

Peccato che un semplice studio pubblicato nella rivista peer-reviewed Molecular and Genetic Medecine smentisce alla radice la loro affermazione. E contribuisce ulteriormente a portare maggiore consapevolezza in merito alla correlazione causale tra il drammatico aumento della quantità di vaccini somministrati di routine nell’infanzia e l’aumento dei disturbi neuroinfiammatori quali:

  • Disturbo dello Spettro Autistico
  • Diabete di tipo 1 [insulinodipendente]
  • Asma
  • Allergie alimentari
  • Patologie autoimmuni
  • Obesità
  • Diabete di tipo 2
  • Steatosi epatica non alcolica
  • Patologie metaboliche

3 – Chi ha già contratto una malattia può essere vaccinato per quella malattia

Loro divulgano la risposta vero perché

laddove non siano disponibili vaccini monovalenti, ma solo combinati, fornire ad un bambino che ha già contratto una malattia altri anticorpi protettivi verso la stessa non rappresenta un pericolo per il bambino.

Questo è il concetto che più rappresenta la follia, oltre che la propaganda dell’ignoranza clinica più elementare. Infatti, questi pseudo-esperti dimenticano che esiste una branca della medicina che si chiama Immunologia Clinica e si occupa dello studio delle malattie del sistema immunitario o causate da un’alterazione funzionale di questo.

Come reagirà a una stimolazione così intensa il sistema immunitario non completamente maturo di un bambino sano ed il Sistema Nervoso Centrale, ancora in fase di sviluppo ? Sarà capace di reagire correttamente con lo stesso effetto protettivo a tanti stimoli diversi? Gli effetti collaterali del vaccino ad antigeni multipli sono diversi rispetto a quelli delle vaccinazioni che si usavano prima, e in che modo?

Secondo Tsumiyama e collaboratori, l’autoimmunità sistemica sembra essere la conseguenza inevitabile di un’eccessiva stimolazione del “sistema” immunitario dell’ospite ad opera della ripetuta immunizzazione con l’antigene.

È ormai  innegabile, oggi, che il sistema immunitario svolga un ruolo fondamentale nello sviluppo del Sistema Nervoso Centrale, influenzando processi come la neurogenesi, la migrazione neuronale, l’orientamento degli assoni, la connettività e la plasticità delle sinapsi [rif. 1 ; rif. 2]. Nonostante il preteso dogma secondo il quale le risposte immunitarie periferiche non influirebbero sulla funzione del SNC, esistono significative evidenze che indicano esattamente il contrario [rif. 1 ; rif. 2 ; rif. 3].

Non è dunque giustificato sostenere che la manipolazione del sistema immunitario mediante un numero crescente di vaccinazioni nei periodi critici dello sviluppo cerebrale non possa provocare effetti avversi, soprattutto a danno dello sviluppo neurologico [rif. 1 ; rif. 2].

4 – I bambini affetti da autismo non possono essere vaccinati

Loro divulgano la risposta falso perché

Non esiste alcuna correlazione tra vaccinazione ed autismo. Inoltre, i bambini autistici possono essere vaccinati, in quanto l’autismo non rappresenta una controindicazione alla vaccinazione.

La figura riportata qui a sinistra mostra un modello di sviluppo della risposta autoimmune nell’autismo, conseguente all’infezione virale, associata all’attivazione delle cellule Th1 e alla produzione di Interferone-y – l’unica molecola naturale capace di modificare la permeabilità della barriera ematoencefalica.

Orbene, secondo Singh VK e collaboratori, lievi modifiche nel cervello del bambino che si trova in fase di sviluppo, causate da una reazione autoimmune, e modifiche nello strato di mielina, possono provocare in ultima analisi lesioni di funzioni cerebrali superiori quali la parola, la comunicazione, l’interazione sociale ed altri sintomi neurologici che si manifestano nei bambini affetti da Disturbo dello Spettro Autistico.

Pertanto, i vaccini causano l’autismo? Sì, lo affermano GlaxoSmithKline e EudraVigilance. Inoltre è sempre doveroso ricordare che questo crimine contro l’umanità è stato insabbiato attraverso un eclatante caso documentato di corruzione massiva: la frode ai CDC.

Molti genitori di bambini con disturbi dello sviluppo, e che si interrogano sul ruolo dei vaccini, hanno fatto vaccinare i loro bambini e hanno visto cos’è accaduto. Ormai è difficile fermare il messaggio.

Contrariamente alla convinzione – generalmente implicita – che i vaccini siano privi di rischio [e quindi perché qualcuno dovrebbe mai resistere alle raccomandazioni ufficiali], la realtà è che le informazioni mediche ufficialmente autorizzate e scritte sui vaccini sono – proprio come i farmaci – piene di informazioni su comuni, non comuni e non confermati, ma possibili, danni.

Anche se MPR e autismo hanno dominato la scena giornalistica su questo problema, e si vuole rifiutare qualsiasi collegamento malgrado le evidenze quotidiane, si prosegue a dimenticare il fatto che organismi come l’Istituto di Medicina [I.O.M.] hanno “trovato prove convincenti di 14 effetti sulla salute, tra cui convulsioni, infiammazione del cervello, e svenimento – che possono essere causati da alcuni vaccini, anche se questi risultati si verificano raramente”.

Speriamo che l’abuso dell’etichetta “autismo” non implichi lo sdoganamento di ulteriori ragionamenti demenziali. Infatti, essendo pacificamente riconosciuto che i bambini con autismo hanno notevoli problemi neuroinfiammatori e immunitari, pur essendo espresso dalla Legge 119/2017, vi sono Pediatri e Medici di Medicina Generale che si rifiutano di rilasciare certificato d’esenzione alla vaccinazione. Addirittura costoro propongono alle famiglie di vaccinare i loro figli in Terapia Intensiva, così se dovessero manifestare ulteriori problemi [o nel caso peggiore morire] almeno sono vaccinati in ambiente protetto.

5 – I bambini affetti da patologie croniche/complesse non possono essere vaccinati

Loro divulgano la risposta falso perché

I bambini affetti da patologie croniche, come il diabete o l’asma grave, sono a maggiore rischio di complicanze dovute alle malattie infettive. E’ pertanto importante, qualora non esistano controindicazioni alle stesse, procedere il prima possibile all’immunizzazione.

A quanto pare gli pseudo-scienziati dimenticano quanto sia importante la raccolta dell’anamnesi pre-vaccinale, la presenza di eventuali episodi di manifestazioni avverse o di vera e propria anafilassi per allergia alla gelatina, al lattice, agli antibiotici o all’antigene immunizzante dei vaccini precedentemente somministrati. Inoltre, nell’anamnesi patologica remota, particolare cura deve essere rivolta ai seguenti punti:

  • convulsioni e altre manifestazioni neurologiche
  • situazione d’immunocompromissione
  • asplenia anatomica o funzionale
  • malattie croniche
  • emofilia e altri difetti della coagulazione

Nei bambini con malattie croniche immunologiche, i vaccini costituiti da virus vivi attenuati [come il trivalente MPR o in quadrivalente MPRV] sono in generale controindicati. Ma gli pseudo-scienziati della Società Italiana di Pediatria omettono questo particolare non proprio irrilevante.

Nelle immunodeficienze primitive dei bambini, dovute ad alterazioni dei linfociti B, non vanno mai somministrati vaccini costituiti da virus vivi attenuati, come il vaccino contro il morbillo e il vaccino contro la varicella. Il passaggio dalla vaccinazione con OPV a quella con IPV, per le 4 dosi di vaccino contro la polio, ha permesso di superare il pericolo della polio postvaccinazione [VAPP], legata anche al fatto che la diagnosi di queste malattie viene posta al di là del primo anno di vita. Anche altri vaccini vivi attenuati [come quello contro la parotite, la febbre gialla, l’influenza per via nasale e i rotavirus] sono controindicati nella maggior parte dei pazienti che abbiano difetti dei linfociti B, eccetto la deficienza di immunoglobuline A.

Vaccini vivi sono controindicati anche in tutti i pazienti con alterazioni della funzione immune, mediata dai linfociti T.

Un altro gruppo è rappresentato dai bambini con malattie metaboliche; per questi bambini le situazioni da prendere in considerazione sono talmente numerose e così diverse l’una dall’altra, che spesso è molto difficile muoversi in questo campo. Appare quindi maggiormente incomprensibile l’indicazione alla vaccinazione dei succitati pseudo-scienziati.

6 – Iniziare a vaccinare al compimento dei 2 mesi è troppo presto

Loro divulgano la risposta falso perché

1) a 2 mesi il sistema immunitario del bambino è già in grado di rispondere alla vaccinazione; 2) le vaccinazioni sono sicure: posticipare non serve ad aumentare la sicurezza della vaccinazione; 3) il ritardo nell’inizio delle vaccinazioni espone al rischio di contrarre malattie prevenibili con il vaccino, inutilmente.

Vi consigliamo la lettura del nostro articolo “Autismo, vaccini e infiammazione cerebrale” con particolare riferimento alla vulnerabilità del cervello infantile.

7 – È possibile iniziare a vaccinarsi a qualsiasi età

Loro divulgano la risposta vero perché

E’ importante non ritardare l’inizio delle vaccinazioni per non esporre il bambino al rischio di malattie prevenibili. In chi non ha ancora iniziato, non è mai troppo tardi!

Anche in questo caso vi consigliamo la lettura del nostro articolo “Autismo, vaccini e infiammazione cerebrale” con particolare riferimento allo studio di Pourcyrous: una pietra miliare nella storia medica.

E’ davvero sconcertante come costoro omettono di scrivere che esiste per ogni singolo vaccino un’età minima di somministrazione alla prima dose e una lunghezza minima d’intervallo tra due dosi da rispettare. Basti pensare ad esempio al vaccino contro l’HPV la cui indicazione parte dal 12° anno d’età. Dando retta a questi pseudo-scienziati, dei genitori inesperti cadrebbero facilmente in errore.

8 – Il bambino che viene sottoposto ad un vaccino non può andare a scuola il giorno successivo

Loro divulgano la risposta falso perché

Il bambino in seguito alla vaccinazione può presentare febbre, ma non si tratta di febbre di natura infettiva. Il bambino può frequentare la scuola e non è contagioso.

Anche in questo caso è davvero sconcertante la superficialità con cui si minimizza l’argomento omettendo che la trasmissione dei virus vivi attenuati, contenuti nei vaccini, è accettata ben oltre la possibilità teorica. Non si tratta di virus morti. Seppur attenuati, possono replicarsi all’interno del corpo del ricevente. E la bibliografia scientifica riporta casi in cui i virus vaccinali sono stati diffusi nell’ambiente esterno fino a 2 settimane dalla somministrazione della vaccinazione.

9 – I vaccini possono causare la sindrome da morte improvvisa del lattante (morte in culla)

Loro divulgano la risposta falso perché

La causa della morte in culla non è tuttora nota. Non è stata dimostrata alcuna correlazione tra vaccinazione e rischio di morte in culla. Vi sono invece altri fattori di rischio per la morte in culla, tra cui il fumo di sigaretta e la posizione durante il sonno.

Vi consigliamo un’attenta lettura dei nostri due articoli

A breve pubblicheremo la terza parte con particolare riferimento ai casi citati nel report confidenziale Glaxo: lo stesso che riporta anche i Disturbi dello Spettro Autistico tra le reazioni avverse al vaccino esavalente Infanrix Hexa.

10 – Non serve vaccinare, perché esiste l’immunità naturale per alcune malattie

Loro divulgano la risposta falso perché

Perché in alcune malattie, come il tetano, le piccole quantità di anticorpi che vengono misurate con gli esami del sangue non sono protettive e soprattutto nelle persone non vaccinate manca l’effetto “richiamo” che è indispensabile per proteggere dalle malattie.

Chi ha confezionato questo quiz patetico ha dimenticato che la più importante caratteristica delle cellule della memoria immunologica è quella di durare molti anni e di essere ancora presenti quando il livello anticorpale sia bassissimo o addirittura non dimostrabile.

E’ ampiamente riconosciuto che la memoria immunologica è strettamente legata alla permanenza dell’antigene nelle cellule dendritiche, all’interno dei centri germinali dei linfonodi. Le cellule della memoria circolano in tutto l’organismo, sotto lo stimolo di un agente infettivo specifico. Esse si moltiplicano attivamente ed esplicano nel tempo la loro funzione di difesa.

Strettamente legata alle cellule della memoria immunologica è la durata dell’immunità umorale: in generale le risposte anticorpali dopo il superamento della malattia naturale rimangono stabili nel tempo, specialmente se si tratta di una malattia virale.

Basti pensare che l’emivita degli anticorpi verso il virus varicella-zoster è di 50 anni, come il morbillo e la parotite. Gli anticorpi verso gli antigeni del tetano e della difterite scompaiono più precocemente, per cui la loro emivita è stata calcolata in 11 e 19 anni rispettivamente.

Conclusioni

Sarebbe interessante conoscere a quali matricole universitarie è stata commissionata la produzione di questo quiz davvero patetico. Cosa non si fa per un pugno di voti al giorno d’oggi. Se poi pensiamo che costoro saranno i medici di domani, c’è parecchio da rabbrividire sulla loro preparazione. Pardon, meglio scrivere “sul loro indottrinamento”.

Pensare poi di convincere genitori minimamente preparati attraverso un misero manifesto propagandistico, la dice lunga sulla qualità divulgativa di queste sedicenti società scientifiche.

Nemmeno i bambini delle elementari produrrebbero un lavoro così pessimo, intriso di dogmi e luoghi comuni atti a nascondere le evidenti difficoltà comunicative di questi venditori ambulanti collusi alla politica delle multinazionali.

 

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