Vaccini, scuole e Far West

Ci giungono segnalazioni da più fonti, di circolari scolastiche in cui i dirigenti si improvvisano sceriffi.

Nelle comunicazioni vengono riportati chiaramente i riferimenti delle circolari attuative del Ministero della Salute e del MIUR alle quali si “ispirano”, mettendole anche a disposizione sul sito dell’istituto, ma poi ne stravolgono completamente il significato, andando palesemente contro legge e pretendendo di fare giurisprudenza.

Riportiamo a seguito una comunicazione inviata ai genitori degli alunni di una scuola primaria e secondaria di primo grado dell’hinterland milanese.

scuola vaccinazioni

A dire il vero sembra più la ricetta di un ottimo minestrone piuttosto che una circolare scolastica. Vediamo il perchè.

La circolare sembra confondere i servizi educativi per l’infanzia, per le quali la presentazione della documentazione costituisce requisito di accesso, con gli altri gradi di istruzione ove la presentazione della documentazione non costituisce requisito di accesso alla scuola.

L’articolo 3, paragrafo 3 del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 130 del 7 giugno 2017), convertito in legge il 31 luglio 2017, n. 119 cita testualmente:

3. Per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, la presentazione della documentazione di cui al comma 1 costituisce requisito di accesso. Per gli altri gradi di istruzione (e per i centri di formazione professionale regionale), la presentazione della documentazione di cui al comma 1 non costituisce requisito di accesso alla scuola, al centro ovvero agli esami.

La circolare è erronea anche dal punto di vista della documentazione da presentare. Sempre l’articolo 3 della legge, paragrafo 1, sancisce quale sia la documentazione da presentare, fra cui:

ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse in relazione a quanto previsto dall’articolo 1, commi 2 e 3, o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale territorialmente competente, che eseguira’ le vaccinazioni obbligatorie secondo la schedula vaccinale prevista in relazione all’eta’, entro la fine dell’anno scolastico.

Pertanto la pretesa di consegnare esclusivamente la documentazione pretesa dalla scuola, pena l’esclusione di accesso scolastico è illegittima e non può essere accolta.

Anche andando a vedere la circolare attuativa congiunta del Ministero della salute e Miur del 1 settembre 2017, citata dallo stesso istituto, appare evidente che qualcosa non torna.

La circolare attuativa, dice espressamente che:

Scuole del I e II ciclo
Per chi ha figli iscritti alla scuola del I e II ciclo o nei centri di formazione professionale regionale la documentazione va presentata entro il 31 ottobre 2017 (o entro il 10 marzo per chi ha prodotto un’autocertificazione) e non costituisce requisito di accesso alla scuola. La mancata presentazione della documentazione entro i termini previsti sarà comunque segnalata, entro i successivi 10 giorni, dal dirigente scolastico o dal responsabile del centro di formazione professionale regionale all’ASL territorialmente competente che, avvierà la procedura prevista per il recupero dell’inadempimento.

La circolare, al paragrafo 1, stabilisce ancora più puntualmente quale sia il tipo di documentazione che la scuola deve accettare, ovvero:

a) idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie
ovvero
b) idonea documentazione comprovante l’avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale
ovvero
c) idonea documentazione comprovante l’omissione o il differimento
ovvero
d) copia della formale richiesta di vaccinazione alla ASL territorialmente competente

Riteniamo che la legge e la circolare attuativa siano chiare ed a tal riguardo i genitori interessati, dovrebbero chiedere e pretendere che la scuola si attenga a tali disposizioni.

In ultima istanza, vorremmo segnalare che per quanto riguarda i rapporti dell’istituto scolastico verso l’Asl, il Garante della Privacy è intervenuto con un provvedimento urgente per semplificare gli adempimenti e consentire trattamenti di dati non previsti dalla legge sui vaccini, in quanto i dati sulle vaccinazioni effettuate dagli alunni sono dati sensibili, oggetto di specifica normativa.

Il provvedimento, datato 1 settembre 2017, afferma che è consentita la trasmissione dei registri degli iscritti dalle scuole alle Asl, mentre manca un’adeguata base regolamentare che consenta il flusso inverso, ovvero la trasmissione di dati sensibili dalle Asl alle scuole.

E’ lecito pertanto che i genitori chiedano all’istituto scolastico di rispettare la normativa vigente.

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