Le stravaganti affermazioni del commissario europeo alla Sanità

I movimenti no vax hanno la responsabilità morale per la morte di diversi bambini“. E’ una delle bizzarre affermazioni politiche che arrivano dal Commissario europeo alla Sanità, Vytenis Andriukaitis, rispondendo a una domanda sulle posizioni del Movimento 5 Stelle sui vaccini. Presentando il rapporto di Bruxelles sullo stato della salute nell’Unione, ha poi aggiunto un’altra perla: “Le famiglie che seguono le raccomandazioni dei movimenti no-vax sono costrette a seppellire i loro bambini“. Per poi proseguire col suo delirio consigliando loro di “fare il giro dei cimiteri europei, dove ci sono ancora tombe di persone morte all’inizio del 19esimo secolo perché non c’erano vaccini” e capire che questi movimenti “ci riportano decenni indietro, agli anni dell’oscurantismo, all’età della pietra“.

Per questa ragione Andriukaitis ha addirittura chiesto ai governi di “sostituirsi” ai genitori che non vaccinano i figli. Per “proteggere il loro diritto alla vita” imponendo la vaccinazione obbligatoria: “I bambini non possono scegliere“, noi sì. D’altra parte, sottolinea Bruxelles, in Italia “la riduzione delle vaccinazioni ha portato a un’epidemia preoccupante di casi di morbillo nel 2016 e 2017“.

Chi è Vytenis Andriukaitis?

Vytenis Andriukaitis è un cardiologo e politico lituano, socialdemocratico, già ministro della Salute nel suo Paese. E’ Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare nella Commissione Juncker dal 1º novembre 2014.

Dal passato antisovietico, tanto che la sua famiglia fu deportata in Siberia, Andriukaitis si diploma in medicina, si specializza in chirurgia cardiovascolare, e si laurea anche in Storia presso l’Università di Vilnius.

La salute incoraggia la crescita“, è la sua tesi, più di una volta ribadita. “La salute – ha dichiarato – non è una conseguenza della crescita, ma anche una condizione per la crescita. Gli investimenti in sanità pubblica aumentano la produttività e incentivano la creazione di posti di lavoro“.

In passato aveva rilasciato dichiarazioni relative allo sviluppo dei consumi nel comparto sanitario: ovviamente gli investimenti nel settore farmaceutico incentivano la crescita, soprattutto quella dei profitti delle multinazionali farmaceutiche.

In pratica, trattasi di un convinto promotore vaccinale che periodicamente rilascia affermazioni stravaganti per alimentare il business della paura.

Lo stile del Marchese del Grillo

Le stravaganze di un promotore vaccinale vanno comunque rispettate al pari della recente decisione della nostra Corte Costituzionale, ma non ci si può astenere dal commentare la mancanza di logica e soprattutto di stile.

Gli argomenti principali sono sempre gli stessi e riguardano un forte calo delle coperture vaccinali con conseguente rischio di tremende epidemie.

In verità, anche un bambino dell’asilo ha ormai compreso che l’unica malattia ad aver dimostrato una lievissima dinamicità nel 2017 è stato il morbillo, mentre tutte le altre hanno avuto una diffusione pari a ZERO: e questo accadeva in assenza di un obbligo vaccinale esteso.

Anche la lievissima dinamicità del morbillo nel 2017 è praticamente irrilevante rispetto agli anni precedenti. Infatti, come ricorda lo stesso Istituto Superiore di Sanità, dal 1970 alla fine degli anni ’90 il morbillo ha sempre presentato il tipico andamento ciclico con picchi epidemici molto elevati. Con l’aumentare delle coperture vaccinali, dall’inizio degli anni 2000, l’ampiezza dei picchi si è ridotta considerevolmente e a partire dal 1997 si è allungato il periodo inter-epidemico. Tuttavia, la malattia continua a circolare nel nostro Paese e si verificano periodicamente epidemie.

Singolare è il fatto che da marzo 2017 è stata sospesa la pubblicazione del bollettino Morbillo & Rosolia News che ha sempre evidenziato delle “incidenze x 100.000 abitanti” particolarmente ridicole. Infatti, mentre i numeri elevati delle notifiche di malattia possono impressionare qualche mente debole, si assiste a un notevole abbattimento dei dati appena sono accertati a laboratorio i presunti casi di morbillo.

Questa pubblicazione è stata sospesa perché smascherava qualunque definizione logica di “epidemia” e rappresentava una fonte preziosa per sbugiardare una ministra della Salute che ha più volte dichiarato il falso attraverso gli organi di stampa nazionale; ed era determinata a mettere in atto il patto concordato nel 2014 per emettere il folle obbligo vaccinale. Badate bene: obbligo vaccinale non circoscritto al solo morbillo ma ampliato a tutte le altre malattie scomparse da tempo. Un obbligo imposto inizialmente con 12 vaccini, poi ridotti a 10, con una serie di violazioni dei più elementari diritti umani sanciti dalle normative internazionali.

E’ davvero triste dover constatare che persone che dovrebbero rappresentare l’essenza della logica sanitaria e giuridica proseguono a farne così cattivo uso, prendendo in giro i cittadini e minando sempre più la credibilità delle istituzioni che essere rappresentano pur di favorire il business dell’industria della Salute.

Come Movimento Contro Autismo proseguiremo nel nostro lavoro d’informazione e azione scientifica per sostenere le basi inviolabili della salute del bambino e del suo sistema immunitario attraverso la promozione del sostegno alla gravidanza, al parto naturale, all’allattamento al seno, alla sana alimentazione, all’uso minimale dei farmaci e del dannosissimo binomio dogmatico antibiotici-vaccini.

Ormai assistiamo quotidianamente schifati all’uso mediatico della scienza e dell’autorevolezza scientifica attraverso le performances di professori universitari e rappresentanti delle istituzioni che utilizzano lo stile del Marchese del Grillo [io sono io e voi non siete un cazzo!]. Uno stile che, in campo scientifico, ha una sua lunga e poco onorevole storia, quella della scolastica medievale imperniata sull’autorità della cattedra, sull’ipse dixit, quell’autorità che consentiva a professori, che non avevano mai visto un cadavere, di sentenziare sull’anatomia umana leggendo un testo di Galeno o che consentiva ad altri professori di sentenziare sull’organizzazione dell’Universo senza aver mai puntato un cannocchiale verso il cielo.

La scienza non è dogmatica

Proporre una scienza dogmatica non solo è un ossimoro, ma è anche un atto di diffusione di una cultura autoritaria, che caccia dalla professione i pochi medici che osano esprimere opinioni critiche e che invece di far crescere la cultura scientifica tra i cittadini, li rende recipienti passivi di politiche sanitarie che li equiparano a un gregge [di pecore]. Con ciò, la scienza contribuisce a quella passivizzazione dei cittadini e a quella rabbia repressa verso le Istituzioni, che sono gli inquietanti segni dei tempi di crisi della democrazia.

Istituzioni scientifiche, professionali e singole personalità, con l’amplificazione dei media, proseguono a fornire una pessima prova, adottando un atteggiamento paternalistico, dogmatico e, a un tempo, di allarme sociale, bollando con marchio d’infamia tutti coloro che, anche in sede professionale e scientifica, esprimono valutazioni articolate e di merito sui singoli vaccini [efficacia, dinamica, costi-benefici, etc.], fino al punto da sottoporre a procedimento disciplinare, conclusosi con la radiazione dagli Albi, alcuni medici critici.

La letteratura scientifica dimostra ampiamente che il grado di efficacia dei singoli vaccini è molto variabile, così come dobbiamo tenere presente altresì che nessun vaccino è mai completamente sicuro. È una verità talemente elementare, che, se si nega, si fa offesa alla scienza e al buon senso e, al tempo stesso, si acuisce con maggior forza il fenomeno della negazione. Gli effetti avversi delle vaccinazioni sono un dato di fatto, anche nei cimiteri [tanto per ricordarlo al Sig. Vytenis Andriukaitis]. Le revisioni della letteratura più affidabili dimostrano che gli effetti avversi gravi ci sono e soprattutto che gli studi sulla sicurezza di vaccini, come il discusso trivalente MPR pre- e post-marketing, sono largamente inadeguati.

Ormai, soprattutto per gli addetti ai lavori, è sempre più chiaro che sono in gioco questioni che vanno ben oltre le politiche vaccinali. Semmai ci domandiamo quando gli addetti ai lavori avranno un sussulto di orgoglio professionale e decideranno di difendere attivamente i bambini italiani, perché, se ancora non ve ne siete accorti, non passa giornata che non sia riportata la notizia di un bambino iper-vaccinato che muore tra le braccia dei propri genitori [che a volte coincidono anche con gli addetti ai lavori].

 

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