Vaccini obbligatori ma introvabili per problemi produttivi

Nonostante le recenti autorizzazioni all’importazione in deroga dall’estero, permane la difficoltà a reperire il vaccino antitetanico e il siero e per quanto negli ospedali le importazioni in deroga stanno cominciando a garantire gli approvvigionamenti per far fronte alle emergenze di pronto soccorso, sul territorio la situazione è tutt’altro che in via di risoluzione.

Un breve giro di telefonate tra medici di famiglia e farmacie conferma che se non di assenza, di forte carenza si deve parlare, almeno da aprile dello scorso anno, quando scattò l’emergenza approvvigionamento. Non solo al Nord, ma in tutta la penisola, con punte allarmanti in Sicilia dove a maggio era un problema trovare il vaccino persino negli ospedali e nei centri vaccinali isolani.

Il vaccino monovalente per l’antitetanica risulta ancora introvabile sia nelle farmacie che nei presidi ospedalieri Italiani. Gli unici prodotti reperibili oggi sono quelli comprati a caro prezzo dagli altri Paesi europei. Sono passati ormai più di otto mesi da quando è scattato l’allarme irreperibilità per il monovalente dell’antitetanica e il problema non accenna a migliorare.

Infatti, ancora oggi il sito dell’Agenzia del farmaco [aggiornato al 23 gennaio] conferma che ci troviamo di fronte a una carenza anomala più che mai. O meglio, mentre resta regolare nelle ASL l’approvvigionamento di vaccini polivalenti [ad esempio in combinazione antitetano-antidifterica- antipertosse] negli anni scorsi sono usciti di produzione vaccini antitetano singoli ed abbinati con antidifterica.

Dobbiamo ovviamente differenziare tra vaccini polivalenti per bambini e per adulti. Le prime dosi di antitetanica nell’infanzia sono somministrate dalle Asl con i vaccini esavalenti, mentre combinati per adulti sono prodotti differenti. Tuttavia, i due vaccini monovalenti antitetanici autorizzati in Italia, ovvero l’Anatetall della GSK e Imovax Tetano della Sanofi Pasteur Europe risultano ancora carenti per motivi produttivi, rispettivamente da aprile e agosto 2017.

Secondo fonti interne all’Aifa, il primo dei due vaccini potrebbe tornare in commercio entro l’arrivo della primavera, anche se, per correttezza d’informazione, è da novembre che le stesse fonti ripetono a pappagallo che la situazione è in via di risoluzione.

Per minimizzare l’impatto che la carenza del vaccino per l’antitetanica può avere sui cittadini, l’Agenzia italiana per il farmaco sta rilasciando tempestivamente, a tutte le strutture sanitarie che ne hanno fatto richiesta, l’autorizzazione ad importare il vaccino dagli altri paesi europei, recuperando anche dagli OMCL [Official Medicines Control Laboratories] esteri gli eventuali certificati di controllo necessari, quando non disponibili all’importatore.

La scarsità dei monovalenti non riguarda solo il vaccino contro il tetano ma riguarda anche il vaccino contro il morbillo, la difterite, la pertosse, e l’Haemophilus tipo B.

Così per il momento alle farmacie ospedaliere e ai servizi farmaceutici territoriali che abbiano bisogno dei vaccini introvabili non rimane che rivolgersi all’Aifa per richiedere l’autorizzazione all’importazione dall’estero.

Sorge il dubbio che questa carenza sia fortemente pilotata per esigenze puramente industriali. Infatti il nuovo piano vaccinale prevede il richiamo decennale con il vaccino antitetanico combinato al vaccino contro difterite e pertosse, e se le persone sono vaccinate con il solo vaccino antitetanico, a norma della nuova legge, risulterebbe impossibile vaccinarle per la difterite e la pertosse in considerazione del fatto che non sono a disposizione i vaccini monovalenti.

La questione sconcertante è che sempre più frequentemente chiudono reparti ospedalieri per le terapie del dolore destinate ai malati oncologici, chiudono reparti ospedalieri ad alta complessità [e di conseguenza ad alto costo] come se fossimo in presenza di assistenza sanitaria destinata a macchinari anziché ad esseri umani bisognosi di cure, e nessuno si domanda quanto costa in soldoni questa operazione di approvvigionamento vaccinale all’estero.

Se da un lato il monovalente risulta introvabile, dall’altra non c’è alcun problema a reperire il trivalente tetano-difterite-pertosse il cui costo è di 29,70 euro contro i 9,24 euro del monovalente. Inoltre, all’atto pratico, se un paziente avesse bisogno del vaccino perché si è ferito e vuol correre ai ripari, o semplicemente volesse attuare una forma di prevenzione primaria, non trova il vaccino monovolante e non gli resta altro che mettersi in lista d’attesa presso l’ASL, per ottenere la vaccinazione trivalente: ….. ovviamente a pagamento!!

 

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