Alluminio e Autismo: quale sarà il futuro?

La pubblicazione della recente ricerca sull’alluminio e l’autismo dei ricercartori della Keele University [Staffordshire, Regno Unito]  ha suscitato una miriade di domande, tra cui, in particolare, “che cosa accadrà?

Prima di tentare di fornire una risposta, è importante ricordare le conclusioni della ricerca, in particolare un nesso potenzialmente causale tra le elevate quantità di alluminio rinvenute nel tessuto cerebrale e l’autismo. L’alluminio nel tessuto cerebrale è una conseguenza inevitabile del vivere nell’era in cui si abusa dell’alluminio, e l’alluminio trovato nel cervello dei donatori con autismo è certamente pervenuto da una varietà di fonti tra cui le vaccinazioni.

L’osservazione di un’associazione significativa di alluminio con cellule pro-infiammatorie è attualmente unica per l’autismo. L’evidenza che le cellule cariche di alluminio entrano nel cervello attraverso le meningi e la barriera emato-encefalica presenta un meccanismo potenziato per l’assorbimento dell’alluminio dal corpo al cervello.
La ricerca offre l’evidenza che il reclutamento di cellule pro-infiammatorie dal corpo al cervello è più potente negli individui con autismo. E qui nasce il grande problema dei vaccini che includono adiuvanti in alluminio. E allora, quale sarà il futuro?
L’acqua artesiana FIJI WATER nasce da una sorgente situata sull’isoloìa di Viti Levu nell’arcipelago delle Fiji. Quest’acqua non è solo tra le più pure che esistano al mondo ma è perfino fonte naturale di calcio e magnesio.

Il Prof. Christopher Exley sostiene che dovremmo tutti proteggerci dalla possibile tossicità dell’alluminio bevendo regolarmente un’acqua minerale ricca di silicio. Qualsiasi acqua minerale in cui il contenuto dichiarato di “silice” è superiore a 30 ppm [mg / L] sarà efficace nell’aiutare a rimuovere l’alluminio dal corpo. Gli individui dovrebbero provare a bere fino a 1 litro ogni giorno, ogni giorno.

A scanso di equivoci, per escludere qualsiasi conflitto di interessi, è bene far notare che il Prof. Christopher Exley ha rifiutato una generosa offerta proposta da Silica Waters di donazioni regolari alla Keele University per finanziare un’apposita ricerca.

Idealmente, sarebbe interessante valutare scientificamente i benefici dell’uso quotidiano di acqua minerale ricca di silicio negli studi clinici, incluso il cercare di prevenire la malattia di Alzheimer e aiutare le persone con autismo. Sfortunatamente, essendo altamente improbabile che vengano stanziati finanziamenti pubblici per tali sperimentazioni, nel frattempo è possibile raccomandare semplicemente a quante più persone possibile di attivarsi nel proteggere sé stesse e le loro famiglie. A tal fine, siamo lieti di sapere che un certo numero di gruppi di sostegno sono stati istituiti in tutto il mondo per perseguire autonomamente questo obiettivo.

Attenzione: il silicio presente nell’acqua minerale è un elemento naturale! Va invece evidenziato che silice o biossido di silicio utilizzati negli alimenti trasformati e negli integratori alimentari sono artificiali. Pertanto, i lettori non devono considerare benefica la silice prodotta dall’uomo, alla pari del silicio presente in natura. Infatti, una recente ricerca ha scoperto che le nanoparticelle artificiali come il biossido di silicio e il diossido di titanio che vengono di solito usate nei prodotti alimentari industriali, e nei prodotti cosmetici, possono disturbare il DNA e causare delle mutazioni e potenzialmente il cancro. Gli studi dimostrano che le nanoparticelle uccidono il 100% degli insetti e causano ogni sorta di anomalia negli animali da laboratorio.

La prova aneddotica dei benefici di acqua minerale ricca di silicio naturale è però incoraggiante nei pazienti sofferenti di Alzheimer. Cosme per l’autismo, secondo tutti i medici convenzionali, non ci sono cure anche per l’Alzheimer. Quindi è vero che i pazienti con Alzheimer non possono fare nulla per aiutare se stessi? Samantha Davenward e colleghi della Keele University, identica sede del Prof. Christopher Exley, hanno pubblicato nel 2013 uno studio nel Journal of Alzheimer che conclude che bere acqua minerale ricca di silicio può contribuire a ridurre il carico corporeo di alluminio nei pazienti con Alzheimer. Perché quindi non provare con i pazienti sofferenti di autismo?

Anche se mangiare certi cibi o assumere integratori alimentari può aiutare a migliorare la qualità della vita, inclusa la dieta senza glutine e senza caseina, la cosa migliore che una persona può fare è controllare l’ingestione di sali di alluminio usati negli alimenti industriali. Infatti, i sali di alluminio sono usati di solito anche negli alimenti industriali e possono essere presenti anche in alcuni prodotti salati. Per esempio, il sale fino usato sulle patatine fritte può includere del sale di alluminio come agente disperdente e in questo caso il sale di alluminio non è citato tra gli ingredienti.

Forse un giorno gli incaricati che sostengono la ricerca medica finanzieranno studi clinici mirati a migliorare la qualità della vita nei pazienti sofferenti di malattie croniche neurodegenerative, anziché promuovere studi esclusivamente mirati ad intossicare le persone con farmaci e vaccini, ma nel frattempo lasciamo che l’aneddoto sia l’antidoto!

 

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