Vaccini: speculazione sugli immunodepressi

Nel caos creato ad arte sulla gestione dell’obbligo vaccinale, dobbiamo registrare un fatto nuovo: pur di promuovere batterie di vaccinazioni senza senso, a corto di argomenti da trattare per convincere la popolazione, è iniziato il tam tam della speculazione sugli immunodepressi che mai nessuno aveva considerato prima d’ora.

Per immunodepressione si intende lo stato di una persona che si trova ad avere ridotte difese immunitarie per cause diverse.

Gli stessi vaccini possono causare immunodepressione. Ma nell’immaginario collettivo il termine immunodepressione incute paura.

Noi crediamo che anziché farsi rapire dalla speculazione, dai titoloni altrettanto speculativi dei media, e dalla paura, sarebbe meglio ragionare e sprecare qualche minuto delle proprie vacanze per consultare le procedure operative [o linee guida] che riguardano tutte quelle particolari condizioni che sono parte dell’immenso calderone della immunodepressione.

Se si avesse l’accortezza di spendere qualche minuto per leggere questi preziosi documenti, così come i foglietti illustrativi allegati ai vaccini, si scoprirebbe che qualcuno sta facendo dell’avanspettacolo per influenzare il pensiero delle persone, soprattutto di quelle più facilmente impressionabili, e generare ancor più caos.

Cosa non vi dicono

Le condizioni di immunodepressione possono essere suddivise in primarie e secondarie.

Le immunodeficienze primarie sono in generale di natura ereditaria e comprendono:

  • alterazioni dell’immunità naturale [anticorpi] legata ai linfociti B
  • alterazioni dell’immunità linfocitaria T [cellulo-mediata]
  • alterazioni del complemento
  • alterazioni della funzione fagocitaria

Le immunodeficienze secondarie sono invece sempre acquisite e comprendono:

  • infezioni da virus dell’immunodeficienza umana [HIV]
  • neoplasie maligne o trapianti
  • terapie immunosoppressive, comprendenti i corticosteroidi, e le terapie radianti
  • farmaci

Orbene, in tutte le procedure operative ospedaliere riguardanti queste particolari condizioni, è riportato chiaramente che:

le persone con immunodepressione non debbono ricevere vaccini con microrganismi vivi attenuati, virali o batterici, per il rischio che l’agente infettivo possa determinare malattia, né devono stare a contatto con altre persone che hanno ricevuto vaccini con microrganismi vivi attenuati, virali o batterici, per il rischio che l’agente infettivo possa determinare malattia.

In alcuni casi, da valutare espressamente per ogni singola situazione personale, è possibile utilizzare vaccini inattivati, perché il rischio che si corre con la loro somministrazione non aumenta nelle persone immunodepresse. Tuttavia è bene sempre tener conto che anche le risposte ai vaccini inattivati possono essere insufficienti, cioè ridotte.

Pertanto, tutti coloro che si affannano a trovare colpevoli in una esigua minoranza di persone che critica le vaccinazioni [tutte o solamente alcune di esse, oppure contesta a ragione l’attuale programma vaccinale] dovrebbero quantomeno avere la correttezza di spiegare come stanno veramente i fatti.

Per i più testardi che soffrono della Sindrome da San Tommaso, a titolo puramente esemplificativo, alleghiamo la pagina 29 di un ricco manuale diffuso dal Dipartimento Oncologico [Struttura Complessa di Ematologia] di un noto Ente Ospedaliero dell’Emilia-Romagna.

Questo esempio è solo uno dei tanti che potremmo divulgare e che, a differenza di quanto vogliono far credere altri, giustificherebbe altresì la quarantena dalle attività scolastiche per tutti i bambini vaccinati a virus vivi [anche attenuati]. Altro che dare la colpa a bambini sani non vaccinati.

Ma si sa che le battute di un DJ prestato alla virologia [che tra l’altro non ha mai visitato né assistito un paziente in vita sua] fanno sicuramente più effetto sulle persone facilmente impressionabili, e sui media da avanspettacolo, mentre costa fatica ragionare con il proprio cervello e dedicare qualche minuto alla semplice lettura e/o approfondimento della tematica.

Le bugie da avanspettacolo hanno le gambe corte

Se è pur vero che una frangia della popolazione da 0 a 100 anni, quella più debole che non può vaccinarsi, ha tutti i diritti ad essere protetta dalla collettività, è anche vero che questi diritti non possono risolversi nell’annullamento degli altrui diritti a decidere del proprio corpo. E così facendo si arriverebbe all’imposizione di qualunque farmaco o qualunque trattamento sanitario imposto in nome del fantomatico “bene comune“.

Ed allora, in nome del fantomatico “bene comune” degli immunodepressi, anziché parlare solamente di vaccinazioni, bisognerebbe prendere in considerazione tanti altri aspetti della loro vita. Per esempio il contesto ambientale; per esempio l’igiene personale; per esempio l’alimentazione; per esempio le cattive abitudini di coloro che vivono a stretto contatto con gli immunodepressi che, per ovvie ragioni di privacy, non hanno scritto in fronte che sono immunodepressi.

E cosa dire poi di tutti quei medici che fumano allegramente e poi si presentano al capezzale degli immunodepressi sprigionando [dai vestiti, dalle mani e dalla bocca] una fastidiosa quanto nociva fragranza al tabacco?

E cosa dire poi di tutte quelle alterazioni delle cellule delle mucose che diventano sempre più deboli e soggette ad infezioni, in particolare quelle fungine, per le quali non esistono vaccini, tali da determinare delle vere e proprie lesioni che possono rendere difficoltose le attività di vita quotidiane?

E cosa dire poi se gli immunodepressi dovessero improvvisamente sanguinare, siete certi che un bambino iper-vaccinato non si prenda qualche infezione?

E cosa dire poi dei pasti che vengono serviti nelle mense scolastiche? Saranno serviti in contenitori chiusi, con posate e bicchieri monouso, e gli immunodepressi potranno scegliere i cibi a loro più graditi, e meno tossici, dal menù settimanale? E se i genitori dovessero battagliare per il panino a scuola, come la mettiamo?

E cosa dire poi di gustosi e prelibati alimenti che, ahinoi, rappresentano un vero e proprio veleno per gli immunodepressi?

In sostanza, gentili lettori, i problemi correlati alla immunodepressione generano inevitabili ripercussioni in “tutte le attività di vita quotidiane”, e centralizzare la questione esclusivamente sui vaccini è parte di un progetto di marketing comunicativo attuato da un folle, supportato da volgari venditori di vaccini, in totale malafede.

La delicata questione dell’immunodepressione colpisce violentemente tre sfere vitali della persona, di cui fino ad oggi non abbiamo letto alcun intervento, e che possono segnare maggiormente un bambino

  1. sfera psicologica – a causa dei problemi estetici per menomazioni, pregiudizio del proprio senso di valore, etc.;
  2. sfera organica – disturbi funzionali, fenomeni deficitari, perdita del senso di equilibrio, etc.;
  3. sfera relazionale – impossibilità o difficoltà di contatti con gli altri, problemi sociali riferiti all’ambiente e al prossimo.

Se pensate che le vaccinazioni rappresentino la soluzione universale a tutti i problemi con cui devono convivere gli immunodepressi, significa che avete perso il senso dell’umanità e siete calati nell’oscurantismo cerebrale.

I problemi con cui devono convivere gli immunodepressi rappresentano un gruppo così vasto, ed eterogeneo, che spesso ci si trova di fronte a situazioni, talmente rare, da far sì che il giudizio specifico venga fornito solo sulla base di considerazioni teoriche, senza avere ancora elementi sufficientemente ampi per poter esprimere un parere, basato sull’esperienza e sull’evidenza.

 

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