Vaccini, fiducia in crisi in Europa.

La fiducia nei vaccini in Europa è in crisi: negli Stati occidentali del Vecchio continente solo il 59% delle persone crede che siano sicuri, rispetto al 79% registrato a livello mondiale. Il dato scende addirittura al 50% in Europa dell’Est.

E’ quanto rivela il sondaggio Wellcome Global Monitor (da pagina 105 del file pdf) – indagine unica nel suo genere e che indaga sull’opinione della popolazione mondiale in tema di scienza e salute – e i cui risultati sono stati rilanciati anche dal quotidiano The Guardian.

Nel mondo, l’84% degli intervistati riconosce l’efficacia dei vaccini e il 92% sostiene di avere vaccinato i figli. Ma nonostante buoni sistemi sanitari e di istruzione, in molte parti d’Europa la fiducia nei vaccini è molto bassa: per esempio la vicina Francia ha il più alto livello di sfiducia, al 33%.

percezione sicurezza vaccinale per regione

Il sondaggio è stato condotto su un campione di 140 mila persone in tutto il mondo e mostra, tra le altre cose, che la sfiducia nelle istituzioni va di pari passo con i dubbi sulla sicurezza dei vaccini.

«Si tratta del primo sondaggio di questo tipo a livello globale ed emerge chiaramente che le opinioni della gente sulla scienza sono profondamente influenzate dalla loro cultura, contesto e retroterra»,

ha dichiarato Imran Khan, della Wellcome, la società che ha commissionato la ricerca a Gallup.

Sono così preoccupati dai loro insuccessi che, addirittura, una recente inchiesta condotta sempre dal quotidiano The Guardian ha esaminato i legami tra la politica populista anti-establishment in Europa e il sentimento di repulsione verso i programmi vaccinali dettati da politiche che impongono obblighi a dir poco demenziali.

Heidi Larson, direttrice del Vaccine Confidence Project della London School of Hygiene and Tropical Medicine, ha spiegato che i social media hanno amplificato le ansie relative a questo tema, «cambiando completamente lo scenario». A suo dire, oggi è difficile per gli scienziati combattere la diffusione delle notizie divulgate da genitori che hanno vissuto il dramma del danno vaccinale sulla pelle dei loro figli.

Questi pseudo-scienziati si lamentano del fatto che non c’è più filtro, il filtro che loro cercano di imporre, perché la diffusione delle informazioni non avviene solamente a livello pubblico, ma in chat, forum e gruppi Facebook difficilmente accessibili alle mani censorie di troll stipendiati dall’industria farmaceutica e in alcuni casi dalla politica collusa ad essa.

Il Global Monitor ha evidenziato altresì sentimenti contrastanti sulla scienza in tutto il mondo. Metà della popolazione mondiale ha dichiarato di conoscere poco la scienza e il 20% ha dichiarato di sentirsi escluso dai suoi benefici. Il 55% delle persone in Francia ha dichiarato di ritenere che la scienza e la tecnologia porterebbero a perdite di posti di lavoro nella loro area, così come il 37% delle persone nel Regno Unito.

Insomma, sono tutti segnali di un vero e proprio risveglio delle coscienze contro il business delle multinazionali. Forse sarà anche per questo motivo che ultimamente leggiamo articoli di promotori vaccinali che oscillano tra il vomitevole e il procurato allarme. L’importante è non lasciarsi incantare.

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