CORONAVIRUS: avvertimenti pubblicati su The Lancet

Come era prevedibile il nuovo Coronavirus ha diviso la comunità scientifica. Da un lato vi sono coloro che minimizzano e dall’altro vi sono studi che prendono seriamente il problema. Tra questi segnaliamo il nuovo studio apparso ieri – 31/01/2020 – sulla rivista scientifica The Lancet dal titolo “trasmettere e prevedere la potenziale diffusione nazionale e internazionale dell’epidemia 2019-nCoV originaria a Wuhan, in Cina: uno studio di approccio“.

Il nuvo studio avverte che “focolai indipendenti autosufficienti nelle principali città del mondo” potrebbero essere “inevitabili” a causa della “sostanziale esportazione” di portatori senza sintomi di Coronavirus. Lo stesso studio calcola anche che al momento 75.815 persone sono state infettate nella Cina continentale, dove i numeri ufficiali divulgati finora dal governo cinese parlano di quasi 12mila casi di contagio, con almeno 259 vittime

E’ palese che c’è qualcosa che non funziona con la matematica, oppure non la raccontano giusta, se ancora fino allo scorso 25 gennaio Pechino aveva fatto sapere che i casi accertati di contagio ammontavano solamente a 761.

Lo studio avverte anche che i “piani di preparazione” dovrebbero essere “preparati per un rapido dispiegamento a livello globale”.

A differenza di alcuni Professori nostrani, in questo studio pubblicato su The Lancet il 31 gennaio vi sono dichiarazioni, senza mezzi termini, che avvertono sulle implicazioni dei vettori asintomatici di Coronavirus e il motivo per cui tali persone possono bypassare tutte le misure di screening aeroportuali attualmente esistenti.

 

“Anche le grandi città con stretti collegamenti con la Cina potrebbero diventare epicentri di focolai”

Lo studio avverte anche che le città che ricevono voli dalla Cina potrebbero diventare “epicentri di focolai”. I voli aerei diretti dalla Cina continuano a consegnare ogni giorno passeggeri a decine di grandi città del mondo, tra cui Los Angeles, Boston, New York, Londra, Tokyo, Mosca, Vancouver, Toronto, Roma, Milano, e molti altri.

Per esempio, finora, al contrario dell’Italia, gli Stati Uniti non hanno vietato i voli aerei in arrivo dalla Cina, anche dopo che l’OMS ha dichiarato un’emergenza pandemica globale.

Lo scorso 25 gennaio il governo cinese ha deciso di sacrificare milioni di vite per salvare 11 città chiave che rappresentano i centri militari e industriali della Cina. I leader politici cinesi hanno già accettato la realtà che la nazione subirà milioni di decessi a causa di infezioni da Coronavirus ed effetti secondari come fame, infezioni e malattie, molti derivanti da misure draconiane di quarantena che hanno imprigionato 56 milioni di cittadini cinesi.

Se il virus inizia a mostrare un modello di epidemia in altre nazioni con meno controllo militare sulle loro popolazioni – come la Thailandia, le Filippine o varie nazioni africane – è quasi certo che sarà rotto il cordone di contenimento e diventerà una pandemia globale.

Il numero totale di infezioni confermate da Coronavirus al di fuori della Cina ora supera i 100 e il numero sta crescendo rapidamente in Tailandia, Giappone, Singapore, Hong Kong, Corea del Sud, Australia ….. Basta guardare i numeri in aggiornamento al link allegato alla fotografia qui sotto:

Il Commissario straordinario italiano per l’emergenza Coronavirus, Angelo Borrelli, ha detto:

«Non c’è oggi in Europa e in Italia una condizione tale che possa far ipotizzare una chiusura delle frontiere. Sarebbe una misura veramente assurda».

In base alle previsioni pubblicate nello studio di The Lancet ci sentiamo in dovere di dissentire da questa affermazione.

 

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