CORONAVIRUS: perché è un’arma da guerra biologica

Da qualche giorno assisitiamo a schermaglie tra quotidiani nostrani in merito alle recenti dichiarazioni del Professor Francis Boyle, professore di diritto internazionale allʼUniversità dellʼIllinois, creatore del Biological Weapons Act del 1989 firmato dall’allora presidente americano George H.W. Bush, coinvolto nello sviluppo dell’accusa contro Slobodan Milosević per i crimini di guerra in Bosnia Erzegovina, ed ora voce d’accusa sul virus che ha visto la luce nella città cinese di Wuhan.

Chi cerca di screditare le sue affermazioni si affida alla solita “bufala“, ai “bla bla bla“, alle “scomode esternazioni” di un Professore attivista, dal torbido passato ma tutt’altro che sprovveduto in materia.

La nostra opinione è che questo virus si tratti effettivamente di un’arma biologica lanciata dai soliti criminali “globalisti” che hanno numerosi partner d’affari nei laboratori cinesi e, nello specifico, nel laboratorio di bioterrorismo del CDC a Wuhan.

Esaminiamo alcune ragioni considerando l’evento in termini di motivazione, mezzi e opportunità del crimine.

La Cina non avrebbe motivo di lanciare un attacco con un’arma biologica contro la propria popolazione. Invece i “globalisti” avrebbero un motivo più che valido: fermare l’ascesa della Cina come nuova superpotenza globale, potenziata altresì dalla sua banca centrale che opera come la FED [prima che fosse privatizzata nel 1913], ed anche l’ascesa  dei BRICs [acronimo utilizzato in economia internazionale per riferirsi congiuntamente a Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica].

Una pandemia viene diffusa in tutto il mondo, specialmente in India [che confina anche con la Cina] così fornisce l’alibi perfetto per causare un collasso finanziario e instaurare una legge marziale medica globale.

Il Coronavirus è contagioso e giustificherebbe una legge marziale medica globale. Allo stesso modo Ebola giustificò la legge marziale draconiana imposta dal 2014 al 2016 negli Stati africani interessati dall’epidemia.

Pur essendo un lavoro preliminare, alcuni ricercatori indiani hanno rivelato che il nuovo Coronavirus presenta alcuni inserti proteici simili all’HIV.

biorxivNel loro lavoro intitolato “Somiglianza inquietante di inserti unici nella proteina spike 2019-nCoV con HIV-1 gp120 e Gag”  i ricercatori indiani hanno trovato

4 inserimenti nella spike glycoprotein (S) che sono unici per il 2019-nCoV e che non sono presenti in altri Coronavirus. È importante sottolineare che i residui di aminoacidi in tutti e 4 gli inserti hanno identità o somiglianza con quelli dell’HIV-1 gp120 o dell’HIV-1 Gag. È interessante notare che, nonostante gli inserti siano discontinui sulla sequenza primaria di aminoacidi, la modellazione 3D del 2019-nCoV suggerisce che convergono per costituire il sito di legame del recettore. La scoperta di 4 inserti unici nel 2019-nCoV, tutti aventi identità/somiglianza con i residui di aminoacidi nelle proteine ​​strutturali chiave dell’HIV-1 è improbabile che sia di natura casuale.

Questo lavoro –  ad oggi ritirato degli stessi autori a seguito delle immancabili polemiche e speculazioni che ne sono scaturite – fornisce comunque approfondimenti ancora sconosciuti su 2019-nCoV e fa luce sull’evoluzione e la patogenicità di questo virus, con importanti implicazioni per la diagnosi, la cura e l’immancabile corsa al vaccino.

Infatti, la produzione del vaccino contro il nuovo Coronavirus potrebbe richiedere l’utilizzo di proteine di un virus simile all’HIV. E non solo. Infatti, bisogna considerare che lo stesso virus Ebola rappresenta di fatto un ceppo più resistente dell’HIV.

Coincidenza vuole che gli scienziati di Wuhan, e del laboratorio di armi biologiche statunitensi, si sono concentrati più volte sul confine tra Cina e India come luogo in cui Ebola e Coronavirus si sovrappongono. Così, quello che sembra un pseudo articolo scientifico sull’Ebola nei pipistrelli nell’India settentrionale vicino alla Cina, pubblicato in un giornale originariamente finanziato dalla Fondazione di Bill Gates, può essere utilizzato giusto in tempo per giustificare una narrazione ufficiale di un focolaio di Ebola proveniente dai pipistrelli e fornire plausibili provviste di affermazioni sulla sua sovrapposizione al nuovo Coronavirus.

Di fatto i “globalisti” sembrano cercare di creare un’emergenza sovrapposta di Ebola e Coronavirus in un luogo come la Cina, l’India o la Repubblica Democratica del Congo, al fine di spingere la narrazione mediatica di una malattia fuori controllo e talmente letale che si sta diffondendo in tutte le parti del globo.

Così facendo, i vaccini per Coronavirus ed Ebola sarebbero destinati  immediatamente all’uso umano in caso di emergenza, in quanto le disposizioni per una vaccinazione forzata possono essere eseguite una volta che l’OMS dichiara una PHEIC [Public Health Emergencies of International Concern – ovvero – Emergenze di sanità pubblica di interesse internazionale]; e ad oggi l’OMS ha dichiarato sia Ebola che il Coronavirus una PHEIC.

Il vaccino contro Ebola, prodotto dalla Merck, ha già una licenza depositata negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Europa, e altrettanti pericolosi vaccini contro Ebola hanno una licenza depositata in Russia e in Cina [altro segnale che il capo della CDC in Cina è un globalista – forse sotto ricatto?]

Dopo aver considerato il motivo, diamo un’occhiata alle domande sui mezzi utilizzati per l’attacco biologico in corso.

Sia la Cina che i “globalisti” hanno programmi di armi biologiche. Ma nello specifico il nuovo Coronavirus, con segmenti di HIV, sembra provenire dal laboratorio Winnipeg in Canada.

Il laboratorio canadese di armi biologiche con sede a Winnipeg è al centro di una serie di indagini che riguardano la spedizione dei virus Ebola e Coronavirus in Cina. Infatti, a seguito di un torbido contenzioso tra ricercatori canadesi e cinesi, da una parte si accusa la Cina di aver rubato campioni di virus Ebola e Coronavirus da un laboratorio canadese di armi biologche e dall’altra si risponde che probabilmente sono stati gli stessi addetti del laboratorio canadese con sede in Cina ad aver messo in circolazione il nuovo Coronavirus.

Gary Kobinger, ricercatore di virus Ebola presso il laboratorio canadese di armi biologiche di Winnipeg, e l’addetto stampa Eric Morrisette, hanno confermato ai media che le spedizioni di campioni di virus Ebola e di Coronavirus in Cina sono avvenute seguendo i soliti protocolli. Però, si è poi scoperto che campioni di virus vivi di Ebola e di virus Henipa sono stati inviati in Cina su un volo commerciale Air Canada.

Henipavirus sono virus che albergano nei pipistrelli della frutta. Gli Henipavirus sono in grado di causare malattie zoonotiche, talora mortali, in un gran numero di ospiti, fra cui gli animali domestici e gli stessi esseri umani.

Pertanto, il virus cinese in questione potrebbe essere tutt’altro che il più innocuo Coronavirus perché lo stesso laboratorio di Winnipeg è – tra l’altro – il produttore del vaccino contro Ebola per conto di Merck, e perché un nuovo studio pubblicato a gennaio 2020 racconta una storia più oscura di una delle principali scoperte scientifiche del Canada: appunto lo sviluppo del primo vaccino contro Ebola approvato al mondo.

A questo punto della storia, è sempre bene ricordare che i risultati pubblicati su The Lancet nel 2015 in merito al vaccino contro Ebola, prodotto dalla Merck, affermano in modo inequivocabile che l’evento avverso più comune del vaccino è ……… Ebola!

I mezzi per l’attacco, il Coronavirus specifico, provengono quindi da un laboratorio del Quebec.

Tuttavia, l’opportunità si presenta sotto forma di risorse all’interno del laboratorio di armi biologiche di Wuhan, 4° grado di biosicurezza [BSL-4], che, a quanto pare, collabora con i laboratori statunitensi di armi biologiche.

Il fatto è che un virus non può sfuggire da un laboratorio BSL-4 per caso. Questo genere di laboratorio è un laboratorio di bio-sicurezza di altissimo livello, con così tanti precauzioni proprio per garantire l’isolamento del virus. Pertanto, deve essere stato rilasciato deliberatamente.

Il laboratorio di armi biologiche di Wuhan è stato scelto per la sua vicinanza a un’area altamente popolata che consente un controllo e un monitoraggio migliore della diffusione del virus.

L’attacco ha avuto luogo in un mercato del pesce per consentire una negabilità plausibile e per incolpare della diffusione della nuova malattia qualche animale esotico, ambiente, usanza del posto, ecc. Ma il virus sembra essere stato introdotto in più sedi, tenendo conto delle infezioni inspiegabili che ne sono scaturite.

Riassumendo

Il Professor Francis Boyle ha mischiato informazioni accurate con parti di disinformazione, esattamente come degli agenti escogitano una narrazione senza senso, incolpando la Cina di aver lanciato un attacco di armi biologiche contro il proprio popolo.

Cerchiamo di essere chiari. Il nuovo Coronavirus fa parte di un gioco geopolitico. Ma non tra Stati. Bensì rappresenta il nucleo sul quale lavorano i banchieri privati, i globalisti, i loro politici, famiglie e corporazioni reali, che cercano di istituire una governance mondiale.

Se la Cina volesse lanciare un attacco con armi biologiche, lo farebbe contro New York, Washington, Londra ecc. Queste città sarebbero il bersaglio, non il suo Paese, non i propri militari schierati per affrontare lo scoppio dell’epidemia a Wuhan, non la sua popolazione. La Cina non cercherebbe di danneggiare la propria economia essendo contemporanemente l’epicentro di un focolaio.

La Cina e altri Paesi, inclusi i gruppi terroristici, potrebbero ora considerare seriamente l’uso di altre armi biologiche.

Sarebbe auspicabile che la Cina iniziasse ad indagare prima sui “globalisti” all’interno dei loro laboratori, e delle organizzazioni territoriali, così da rimuovere la cricca di Wuhan, del CDC, che potrebbe lanciare immediatamente altri attacchi biologici.

La CIna dovrebbe tracciare le spedizioni dal laboratorio di Winnipeg, attraverso l’accesso ai registri, così da acquisire maggiori indizi su coloro che sono coinvolti.

Infine, il sistema PHEIC deve essere smantellato. È troppo pericoloso. Se i “globalisti” non saranno privati di questo giochetto pseudo-sanitario e militare, l’esperienza degli ultimi dieci anni mostra che torneranno tra pochi mesi con una trama ancora ancor più pericolosa, che coinvolgerà malattie ancor più pericolose, più combinazioni, più trucchi, più bugie.

 

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