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Cari lettori,

dal momento in cui abbiamo divulgato i fatti dell’origine criminale del virus Sars-Cov-2 dalle pagine del nostro sito, ci siamo ritirati in un lungo periodo di silenzio nell’attesa di assistere all’evoluzione degli eventi e nella segreta speranza che anche i cervelli più ottusi comprendessero la gravità delle misure sanitarie intraprese e delle limitazioni seguite.

Oggi, non possiamo non manifestare la nostra più sincera solidarietà a tutti gli operatori sanitari – ieri eroi allo sbaraglio ed oggi cavie da laboratorio – che si ritrovano a dover subire pressioni a seguito dell’illegittima, anticostituzionale, discriminatoria, criminale, Legge 76/2021 (ex DL 44/2021).

L’applicazione o meno di una terapia farmacologica, persino se obbligatoria, avviene in seguito a consenso o dissenso firmato da parte della persona alla quale viene richiesta, sulla base delle informazioni ricevute dal medico responsabile del procedimento e dal medico vaccinatore.

Questi medici, con un “atto medico”, attraverso cioè un processo di anamnesi, analisi, diagnosi, valutazione, e molto altro, sono obbligati ad esporre verbalmente, e per iscritto, un parere medico al “ricevente”, ossia alla persona alla quale viene imposta la vaccinazione, di valutazione dei rischi/benefici della terapia proposta.

Tale informativa deve essere esaustiva, veritiera e chiara e permettere a chi la riceve di poter decidere in coscienza ed esprimere quindi il suo consenso o dissenso al trattamento sanitario proposto secondo le disposizioni

  • dell’art. 32 della Costituzione,
  • del Codice di Norimberga,
  • della Convenzione di Oviedo (legge 145/2001),
  • degli artt. 168 e 169 TFUE,
  • degli artt. 3, 35 e 38 CARTA UE
  • della legge 219/2017.

Sappiate che tutto ciò non sta avvenendo! Gli operatori sanitari sono trattati peggio delle cavie da laboratorio, calpestati nella loro dignità personale, nella loro deontologia professionale, nelle loro conoscenze professionali, colpevolizzati, etichettati, mobbizzati, schedati, se non addirittura esposti al pubblico ludibrio, qualora decidano di denunciare ciò che sta avvenendo.

Gli operatori sanitari, ovvero le stesse persone che si sono sacrificate lavorando prive dei DPI e che in massa si sono ammalate per assistere i cittadini, oggi sono giunti al fatidico bivio di rinunciare al diritto di scegliere come tutelare la loro salute, subendo l’imposizione illegittima di una sperimentazione farmaceutica, oppure rinunciare al lavoro e al sostentamento della propria famiglia a causa di discriminatorie sospensioni senza stipendio nella Repubblica (delle banane) che invece – secondo i dettami costituzionali – dovrebbe essere fondata sul diritto al lavoro.

Per questo motivo abbiamo attivato la nostra raccolti fondi solidale per sostenere i colleghi in difficoltà, attraverso la quale faremo anche sentire la nostra voce.

Questa è una battaglia di civiltà che riguarda tutti, nessuno escluso, perché il progetto criminale è quello di colpire “tutti” attraverso la sperimentazione di porcherie farmaceutiche che pretendono di sperimentare in ogni fascia d’età – dagli adulti ai bambini – con la connivenza di politiche gestite da perfetti ignoranti in cerca di visibilità e potere.

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