Ricordiamolo: l’elisir sperimentale anti Covid non è obbligatorio!

Da qualche giorno sta prendendo piede un modello molto pericoloso che pretende di aggirare la legislazione nazionale ed internazionale e punta a ridurre ogni libertà.

Senza citare nomi e cognomi, che garantirebbe pubblicità a questi omuncoli, c’è chi vorrebbe far pagare il ricovero ospedaliero in regime di Servizio Sanitario Nazionale, c’è chi vorrebbe rinchiudere in casa propria i non vaccinati impedendogli di uscire, c’è chi pretenderebbe di aprire le scuole ai soli vaccinati obbligando tutti gli altri alla didattica a distanza, c’è chi utilizza un linguaggio condito da una terminologia talmente violenta da far apparire dei principianti i più incalliti nazisti.

Addirittura qualche sapiente manina ha alimentato il fuoco della discriminazione a danno degli italiani andando ad eliminare ciò che afferma il Regolamento Europeo recentemente approvato e che regola dall’1 luglio i viaggi in Europa. 

Infatti, il Regolamento UE del Green Pass, in vigore dall’1 luglio, dichiara espressamente che “chi sceglie di non essere vaccinato non può essere discriminato”. Ma nella versione italiana lo stesso passo del Regolamento diventa creativamente: “è necessario evitare la discriminazione di persone che non sono vaccinate … perché non hanno ancora avuto l’opportunità di essere vaccinate”. La scelta di non fare il vaccino, nella versione italiana, scompare.

Eppure, i Regolamenti UE non sono aria fritta ma atti giuridici definiti nell’articolo 288 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). Sono di applicazione generale, vincolanti in tutti i loro elementi e direttamente applicabili in tutti i Paesi dell’Unione Europea, sono cioè simultaneamente, automaticamente e uniformemente vincolanti in tutte le legislazioni nazionali.

In Italia addirittura si è creata per abuso di legge, non si sa su quali basi scientifiche, una categoria meritevole di essere discriminata a priori, quella sanitaria che è obbligata all’inoculazione dell’elisir sperimentale anti Covid.

L’obbligo di vaccinarsi, per gli operatori sanitari e per chiunque altro svolga un’attività di interesse sanitario, si pone apertamente in contrasto con la Risoluzione del Consiglio d’Europa 2361/2021. E su questa base molti legali italiani si sono attivati per impugnare i provvedimenti emanati da Nord a Sud contro i sanitari, con la possibilità di vincere su tutta la linea ed aprire la strada a una marea di risarcimenti.

Siamo giunti ad un punto della storia in cui l’ideologia e gli abusi di legge sono all’ordine del giorno, e sarebbe auspicabile qualche sonoro ceffone (figurativo e legale, s’intende) per far tornare coi piedi per terra taluni schizofrenici espertoni in discriminazioni e proposte punitive.

Nemmeno la legge 76/2021 può essere considerata “legale” a seguito della palese violazione dei dettami costituzionali e di almeno 4 trattati internazionali (Codice di Norimberga, Convenzione di Oviedo, Carta UE, TFUE) in tema di diritti umani.

Soprattutto non esiste alcuna legge che rende obbligatorio l’elisir anti Covid al cittadino! E crediamo che nessuno mai si prenderà la responsabilità di renderlo obbligatorio perché sarebbe troppo pericoloso per il proponente e per il legislatore.

Infatti, ogni minima reazione avversa dovrebbe essere risarcita perché tutti gli elisir – chiamati impropriamente vaccini – non prevengono la malattia e sono altresì in fase sperimentale direttamente sul campo, a danno di milioni di persone.

Pertanto, in considerazione del fatto che l’elisir anti Covid non è obbligatorio significa che:

  • l’elisir non può essere imposto
  • il soggetto che si sottrae all’elisir non può essere soggetto ad azioni discriminatorie
  • la mobilità dei soggetti che si sottraggono all’elisir non può essere ridotta e/o impedita
  • non si può vietare l’accesso a luoghi o servizi di soggetti che hanno rifiutato l’elisir
  • non è possibile imporre l’elisir agli studenti e in caso di rifiuto obbligarli alla didattica a distanza
  • non è possibile far pagare le cure a coloro che rifiutano l’elisir in quanto, come cittadini, pagano già abbondantemente le tasse che sostengono il Servizio Sanitario Nazionale e gli stipendi di coloro che vi lavorano

Ad oggi, l’imposizione dell’obbligo, e le sanzioni minacciate a chi lo infrange, ha solamente scatenato una battaglia legale epocale che sta incassando sempre più adesioni fra medici, infermieri, operatori sanitari, farmacisti, veterinari, psicologi e altre figure contemplate dalla legge criminale, abusiva, illegale ed illegittima 76/2021.

Non a caso, nessun Paese europeo ha introdotto scellerati obblighi vaccinali in ottemperanza a quanto sancito dal Consiglio d’Europa che ha negato la legittimità di misure coercitive.

Pertanto, è inaccettabile proseguire ad ascoltare messaggi ideologici che pretendono di far scattare l’obbligatorietà per vie traverse e fraudolente, tra uso ed abuso di fantomatici pass, e l’istituzionalizzazione di una sorta di doppio regime giuridico.

E se già è discutibile negare l’accesso ad iniziative ed eventi, diventa intollerabile il concetto di impedire l’esercizio di diritti costituzionali fondamentali (dal diritto allo studio, al diritto al lavoro) per coloro che hanno rifiutato l’elisir sperimentale anti Covid.

Proporre un marchio d’infamia di tale portata dimostra che l’Italia è un Paese incivile, che disonora la propria Costituzione e disattende i dettami di molteplici trattati internazionali, favorendo una totale mancanza di tutela per i diritti fondamentali ed inviolabili delle persone.

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