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Lo pneumococco, un tempo era chiamato Diplococcus pneumoniae  [1920], poi è stato ribattezzato con il nome di Streptococcus pneumoniae [1974].

I quadri clinici più spesso legati allo pneumococco sono rappresentati dall’otite media, l’artrite acuta, la sinusite, la polmonite, la batteriemia occulta e la meningite. La meningite può essere secondaria alla batteriemia, alla flogosi acuta dell’orecchio medio, all’inserzione di impianto cocleare, a flogosi della mastoide o dei seni paranasali.

Lo pneumococco è un diplococco Gram-positivo. Ne sono stati identificati almeno 91 sierotipi diversi in base al polisaccaride capsulare.

Esistono due tipi di classificazione dei polisaccaridi: uno degli USA che numera gli pneumococchi uno dopo l’altro, a seconda della data del loro riconoscimento, e l’altro, danese, che li suddivide in gruppi, per cui si conosce il tipo 19F, 19A, 19B, 19C che corrispondono nel sistema americano ai tipi 19, 57, 58 e 59 rispettivamente. Si conoscono su queste basi, in rapporto ad anticorpi specifici, oltre 90 sierotipi e 45 sierogruppi. Lo pneuomococco può acquisire il DNA da un altro pneumococco, per cui, può variare il proprio polisaccaride.

Una analisi pubblicata su The Lancet ha dimostrato proprio questo fattore e come il vaccino anti-pneumococcico riduce solo 4 casi di polmonite ogni 1000 bambini. Il costo per vaccinare 1000 bambini è di 12.750$. Trattare 4 casi di polmonite in India costerebbe 1$. I ceppi di pneumococco presenti in India sono quasi tutti sensibili a economici antibiotici come la penicillina. Negli Stati Uniti, dove è stato utilizzato il vaccino anti-pneumococco per diversi anni, c’è stato un cambiamento del ceppo e i ceppi che rientrano nel vaccino sono stati sostituiti da altri ceppi. Sinistramente i nuovi ceppi sono più sensibili agli antibiotici. Il vaccino ha semplicemente peggiorato il problema delle malattie da pneumococco.

Gli pneumococchi sono abitanti comuni delle viee aeree superiori e possono essere isolati dal nasofaringe nel 70% dei bambini e degli adulti normali. I fattori che influenzano la colonizzazione sono molteplici: l’età, il soggiorno in una comunità infantile nei 3 mesi precedenti, l’allattamento al seno, la stagione. il fumo passivo, il trattamento antibiotico, la profilassi antibiotica, l’infezione da HIV e altre alterazioni dell’immunocompetenza. L’adenoidectomia aumenta il rischio dello stato di portatore nasofaringeo dello pneumococco in bambini in età inferiore ai 4 anni.

Risulta che nei bambini piccoli i sierotipi 3, 19 e 23 sono isolati più spesso dall’orecchio medio, mentre in tutte le età i sierotipi 1 e 14 sono più spesso isolati dal sangue; i sierotipi 6, 10 e 23 si ritrovano nel liquido cerebrospinale. A conferma di quanto espresso poco sopra, dopo la vaccinazione con il vaccino eptavalente [PCV7] si è verificato un brusco cambiamento dei sierogruppi, causanti l’otite media acuta, caratterizzato dal sierogruppo 19F e del sierogruppo 3 che non è contenuto nel vaccino.

Normalmente gli pneumococchi sono molto sensibili alla penicillina, a livelli inferiori di 0,1 μg/mL. La resistenza dello pneumococco è direttamente associata alla pressione selettiva degli antibiotici a livello nazionale e internazionale. Esiste in proposito anche un esempio clamoroso: la prevalenza degli pneumococchi penicillino-resistenti è molto più elevata in Francia [43%] che in Germania [7%] per sostanziali differenze nella prescrizione degli antibiotici da parte dei medici.

Uno degli pneumococchi più frequentemente resistente alla penicillina, sia di grado intermedio che elevato, è rappresentato dal sierotipo 19A. La resistenza alla penicillina si accompagna quasi sempre alla resistenza ad altri antibiotici, soprattutto all’eritromicina e agli altri macrolidi. In Italia NON è stata notata una sensibile diminuzione della resistenza agli antibiotici nei ceppi isolati dopo l’entrata in commercio del vaccino PCV7, in quanto tutti i tipi, contenuti nel vaccino, hanno una moderata resistenza alla penicillina. Infatti, si è pensato che la causa più importante della diffusione del sierotipo 19A dipendesse proprio dal largo impiego del vaccino PCV7.

Si può quindi affermare con certezza che il momento attuale, nel quale sta aumentando il numero dei ceppi di pneumococco resistenti e si conoscono meglio le dimensioni delle malattie invasive da pneumococco, diventa fondamentale fare attenzione alle strategie preventive che sono vendute per esigenze di marketing, come quella della vaccinazione, perché aumentano e variano i ceppi di pneumococco antibiotico-resistenti.

Vaccino polisaccaridico non coniugato 23-valente

Il vaccino antipneumococcico 23-valente è composto dagli antigeni polisaccaridici di 23 diversi sierotipi, e viene proposto dalle autorità sanitarie competenti come comprendente tutti quelli più frequenti nel bambino e nell’adulto. Tuttavia, la difficoltà fondamentale di questo vaccino è legata al fatto che il sistema immunitario di un bambino, di meno di cinque anni di età, semplicemente non riconosce o riconosce in modo insufficiente i polisaccaridi della capsula dello pneumococco [come non riconosce quelli dell’Hib e del meningococco] e quindi non risponde con anticorpi della classe IgG e non attiva le cellule della memoria; per tale ragione il vaccino 23-valente non permette di proteggere i bambini nei primi anni di vita.

PneumovaxIl vaccino antipneumococcico, costituito da antigeni polisaccaridici, ha una scarsa risposta immunologica nei bambini in età inferiore ai 4-5 anni.

In Italia è in commercio un solo vaccino 23-valente: Pneumovax [Sanofi Pasteur MSD]. Nei giorni successivi alla somministrazione del vaccino l’antigene pneumococcico è presente nelle urine ed è necessario tenere in debito conto questa caratteristica per non pensare, in caso di positività, che sia in atto una malattia acuta.

Il 3 settembre 2010 il CDC ha emesso nuove raccomandazioni sull’uso del vaccino polisaccaridico 23-valente.

Negli ultimi anni il vaccino polisaccaridico è stato utilizzato nelle madri al terzo trimestre di gravidanza e, dopo un’esperienza in 60 donne sane, una Position Paper dell’OMS sconsiglia la somministrazione di questo vaccino in gravidanza.

Alcune ASL italiane promuovono in modo aggressivo tale vaccinazione malgrado le prove non sono a favore della vaccinazione routinaria degli anziani e delle popolazioni a rischio con il vaccino polisaccaridico 23-valente. Inoltre, il vaccino 23-valente non sembra diminuire il rischio di polmonite comunitaria associata all’influenza stagionale o pandemica. Prove insufficienti di un effetto benefico, sconsigliano la vaccinazione routinaria delle donne in gravidanza o in allattamento per prevenire la malattia pneumococcica del lattante durante i primi mesi di vita !!!

Vaccino coniugato eptavalente [PCV7]

Le limitazioni dei vaccini polisaccaridici per i lattanti e per i bambini al di sotto dei 2-4 anni, legate soprattutto alla loro scarsa immunogenicità e alla loro insufficienza nel condizionare la comparsa della memoria immunologica, ha ridotto fortemente il loro uso nella popolazione infantile. Tuttavia, lo sviluppo di un vaccino coniugato contro lo pneumococco presenta ancor maggiori difficoltà tecniche di quelle incontrate per la preparazione di un vaccino polisaccaridico.  Per la preparazione di un vaccino coniugato contro lo pneumococco il lavoro da eseguire è completamente differente, perché il tipo di reazione chimica necessaria per coniugare un polisaccaride è diverso da quello richiesto per creare un coniugato con un differente polisaccaride.

Per questo motivo, all’inizio della storia di questo vaccino, sono stati preparati i vaccini eptavalenti, seguiti poco dopo dalla preparazione di un vaccino 9-valente [contenente nove polisaccaridi coniugati] e successivamente da un vaccino decavalente [inizialmente sperimentato con 11 polisaccaridi coniugati] ed infine con un vaccino 13-valente contenente tredici polisaccaridi coniugati.

Nel settembre 2006 era stata avviata una campagna di sensibilizzazione promossa dalla Federazione Italiana Medici Pediatri a favore del vaccino antipneumococcico. Il succo degli spot? «Vaccinate i vostri figli prima dei due anni per proteggerli dalla meningite».
Pubblicità prontamente bloccate dall’Agenzia Italiana del Farmaco perché non promuovevano una corretta informazione: ai genitori, infatti, non veniva detto che il vaccino in questione proteggeva solo contro un tipo di meningite e che la copertura non era neppure totale. Nessun accenno agli effetti collaterali e, ancora più importante, allo sponsor della campagna.

A marzo 2007 era arrivata sulle scrivanie dei direttori delle aziende sanitarie lombarde una delibera truccata che autorizzava a somministrare gratuitamente il vaccino al di sotto dei tre anni, quando invece la Regione non si era ancora pronunciata al riguardo.

La versione Prevenar 7-valente è stata ritirata nel 2010 e, per meglio nascondere il fiasco totale dell’immunizzazione, è stato giustificato dalle autorità sanitarie come errore di produzione.

Vaccino coniugato 9-valente

Agli inizi degli anni 2000è stato preparato un vaccino antipneumococcico a nove sierotipi, preparato dalla Wyeth [ora Pfizer], nel quale ai sette sierotipi, presenti nel PCV7, sono stati aggiunti altri due sierotipi che sembrano essere molto diffusi in ambito europeo.

Questo vaccino è stato sperimentato in bambini HIV positivi e negativi in Sudafrica e nei lattanti del Gambia. In tutti i casi sono emersi risultati non soddisfacenti in merito all’immunogenicità, alla sicurezza e all’efficacia, a tal punto che questo vaccino non è mai entrato in commercio in nessun Paese. Esso è servito sostanzialmente come banco di prova nella preparazione dei vaccini a 10 e a 13 sierotipi, comparsi di recente anche grazie a scandali di politica farmaceutica.

Vaccino coniugato decavalente

Il 22 gennaio 2009 il Comitato per i Prodotti Medicinali ad Uso Umano [CHMP] dell’EMEA ha espresso parere favorevole per l’autorizzazione di un nuovo vaccino contro lo pneumococco [SynflorixGSK]. Il vaccino comprende i sierotipi 1, 4, 5, 6B, 7F, 9V, 14, 18C, 19F e 23 F, corrispondenti ai sette sierotipi contenuti nel Prevenar 7-valente più l’aggiunta dei sierotipi 1, 5 e 7F.

In realtà il vaccino era stato inizialmente preparato con 11 sierotipi, per cui molte delle pubblicazioni, che fanno riferimento a questo vaccino, riportano un vaccino a 11 sierotipi, ma il polisaccaride del sierotipo 3, utilizzato nel vaccino, si è dimostrato successivamente non dotato di alcun potere immunogeno per cui il vaccino è passato da 11 a 10 componenti.

Il prezzo stabilito è di 93,60 €uro per una confezione da una dose.

Non è al momento disponibile nessuna pubblicazione sull’efficacia del PCV10 nelle malattie invasive [meningite, sepsi, batteriemia occulta, polmonite batteremica] e tutto ciò è motivo di discussione fra gli esperti che considerano questo tipo di vaccino come il classico “assalto alla diligenza” :

Ai genitori vanno dette le cose come stanno. Le meningiti da pneumococco non sono frequenti, hanno un’incidenza molto bassa [e lo stesso discorso vale per il meningococco], ma possono essere potenzialmente molto gravi, in alcuni casi fatali. I vaccini che abbiamo a disposizione non assicurano una copertura totale, gli effetti collaterali sembrano moderatamente gravi, non sappiamo per quanti anni sarà protetto il bambino, ma l’età più a rischio sono i primi anni di vita. La scelta individuale è più semplice, anche se rimangono incertezze e il problema dei costi rischia di creare ineguaglianze. Più difficile è la scelta di sanità pubblica, specialmente se si hanno pochi dati disponibili.

Synflorix non fornisce protezione verso l’Haemophilus influenzae [Hib] non tipizzabile; la protezione contro l’otite media acuta è molto limitata; non viene mai nominata la polmonite; i sierotipi presenti coprono a malapena in Italia il 58% delle malattie invasive.

Vaccino coniugato 13-valente

Il 24 febbraio 2010 il vaccino coniugato 13-valente è stato approvato dalla FDA per la prevenzione delle malattie invasive da pneumococco causate da 13 sierotipi, contenuti nel vaccino [1, 3, 4, 5, 6A, 6B, 7F, 9V, 14, 18C, 19A, 19F E 23F].

La storia di questo vaccino è molto controversa. Tutte cose già scritte ma è bene ripeterle una volta in più. Infatti, è stato approvato un vaccino costoso, a cui è stata concessa già nel 2006 la “sperimentazione su bambini sani“, e sul quale è documentata la più grande truffa della vaccinopoli italiana, oltre al fatto che mancano da sempre una serie di dati fondamentali: l’efficacia reale e l’incidenza in Italia della malattia da cui dovrebbe proteggere. Inoltre, sono emersi documenti riservati che rivelano le gravi omissioni delle autorità sanitarie.

La vaccinazione con PCV13 è controindicata nelle persone che hanno avuto una grave reazione allergica verso u componente del PCV13 o del PCV7 o verso un vaccino che contenga l’anatossina difterica [per esempio il vaccino esavalente che con tanta leggerezza si somministra in contemporanea a questa vaccinazione].

Sebbene il vaccino coniugato ha dimostrato un’ipotetico aumento di immunogenicità verso i sierotipi inclusi nel vaccino, ovviamente non possono fornire protezione verso tutti gli altri sierotipi di pneumococco. E qui duole il cuore inserire un esempio attuale, apparso in questi giorni, in cui è stato messo in atto un vero e proprio atto di sciacallaggio pur di promuovere una vaccinazione priva di senso: bimbo di 5 mesi colpito da meningite, i giornalisti danno la colpa ai genitori ma la mamma li sbugiarda in diretta.

Infatti, rimangono tutt’ora da chiarire molti dubbi per i vaccini coniugati:

  1. quanto dura la protezione acquisita con il vaccino?
  2. sarà necessario fare un richiamo?
  3. i sierotipi oggi più diffusi, presenti nel Prevenar 13, saranno sostituiti nel futuro da nuovi sierotipi, potenzialmente invasivi, sotto la spinta delle alte coperture vaccinali?
  4. le schedule attuali sono le migliori per la promozione della salute o per la promozione dei guadagni a favore di talune holding e industrie?
  5. il vaccino coniugato contro lo pneumococco può essere combinato con altri vaccini nella stessa seduta?

Anche nei confronti del PCV13 è prevedibile si manifesterà, entro qualche anno, come già avvenuto con il PCV7, il fenomeno della sostituzione dei sierotipi che danno prevalentemente malattie invasive. Ad oggi sono saliti a 20 su 91 proprio grazie all’uso indiscriminato di questa vaccinazione.

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